Cosa ne sarà dei fashion blogger?

Cosa ne sarà dei fashion blogger?

Milano culla di due eventi focalizzati sul fenomeno che ha rivoluzionato il modo di comunicare la moda sul web


di Alessia Caliendo

Qualche anno fa esistevano unicamente gli inafferrabili giornalisti e storici della moda, circondati dall’affascinante aura di detentori del sapere in materia di stile. Con l’avvento dell’era digitale sono arrivati i fashion blogger, semplici appassionati intenti a condividere i propri look e pareri sul web, evolutosi, poi, in figure più complesse, gli infuencer, professionisti capaci di infuenzare il mercato con le proprie opinioni e consigli.

E del futuro dei fashion blogger si è parlato in due eventi svoltisi nei giorni scorsi a Milano.
Top Digital Infuencer, il primo happening italiano dedicato interamente alla figura in questione, ha avuto due moderatrici d’eccezione, le conduttrici Federica Fontana e Simona Ventura, che hanno guidato affermati professionisti del settore in un dibattito sull’innovazione e sul mondo dei social.

Presso lo Spazio Aròme non solo uno scambio di idee, esperienze e spunti, in base alle differenti case history, ma anche un’occasione di formazione nel campo della comunicazione.
Molti i volti noti che hanno portato il proprio contributo: la giovanissima blogger Chiara Nasti, la showgirl Elenoire Casalegno, con il suo portale Be Fashion not Victim, la fotografa Nima Benati, l’art director e video editor Iconize e il #teamdivano, che commenta in diretta su Twitter le trasmissioni TV più seguite della Penisola.

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Elenoire Casalegno e Federica Fontana
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Iconize e Nima Benati
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Simona Ventura, moderatrice dell’evento

I fashion blogger, aka infuencer, quindi, i nuovi dandy? È l’interrogativo con cui si è aperto, presso l’eclettico spazio espositivo Vago, un altro excursus sul tema. A documentarlo è stato l’ultimo lavoro editoriale di Giulia Rossi, giornalista nonché docente di Comunicazione e moda e di Semiotica allo IED di Roma e Firenze. Omonimo è il titolo del libro, pubblicato lo scorso marzo, che prende in esame la comunicazione della moda online, dando spazio a una rifessione critica più ampia, partendo dall’approccio alla moda dei principali flosof e sociologi.

Un almanacco che la espone come importante fattore di mutamento nonchè strumento per leggere la società nel suo complesso. Assolutamente pronto a diventare un punto di riferimento per capire nel dettaglio le differenti tipologie di fashion blog, a confronto con il giornalismo tradizionale, e le previsioni sul futuro prossimo.

Chiara Nasti blogger Top digital influencer
Chiara Nasti blogger Top digital influencer
Laura Manfredi #teamdivano Top digital influencer
Laura Manfredi #teamdivano Top digital influencer

Ma come si diventa un infuencer di successo?
Alla domanda hanno risposto i dibattiti correlati ai due eventi, nei quali sono emersi svariati consigli su come redigere un fashion blog.
In primis, come ogni media intento alla diffusione di contenuti, bisogna stabilire una linea editoriale chiara e un target di riferimento. A quel punto i lettori sono in grado di valutare con chiarezza i contenuti proposti, ricordando pur sempre che sul web i parametri per decretare un blog di successo sono di tipo quantitativo (numero di seguaci, meglio noti come follower) più che qualitativo.

Per incrementare le visualizzazioni ciò che consigliano gli esperti è lo studio delle regole SEO, vale a dire l’ottimizzazione dei contenuti per il posizionamento sui motori di ricerca, e la conoscenza delle fasce orarie ideali per aggiornare i propri lettori attraverso i social network.

L’obiettivo, infne, è sempre quello di portare un valore aggiunto con il proprio operato distinguendo il contenitore personale da quello dei “competitor”.
E d’altra parte è anche vero che il panorama è saturo e diventerà sempre più diffcile emergere. Le richieste da parte delle aziende stanno diventando selettive cosi come gli organizzatori di eventi legati alla moda non ne sono più tanto affascinati.

Ciò che si può tranquillamente affermare, però, è che il 2.0 ha sdoganato l’abilità di comunicare la moda, senza non poco scetticismo iniziale da parte degli addetti del settore. Adesso sono tutti pienamente concordi che tale rivoluzione, accompagnata dalla costruzione di una solida professionalità e da abili competenze, non può che giovare al sistema nella sua globalità.

Giulia Rossi giornalista e scrittrice
Giulia Rossi giornalista e scrittrice
L'evento Top digital influencer
L’evento Top digital influencer




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