Maneskin, Giorgia Soleri pioggia di critiche sulla sua presenza a Venezia

Maneskin, Giorgia Soleri pioggia di critiche sulla sua presenza a Venezia

Torna a parlare Giorgia Soleri, fidanzata del leader dei Maneskin, Damiano. Stavolta però indispettisce follwers ed addetti al mondo del cinema.


Un noto proverbio cita: “Un bel tacer non fu mai scritto“. E’ quello che sicuramente hanno pensato molti degli appassionati di cinema che si sono ritrovati davanti alle ultime dichiarazioni di Giorgia Soleri. La compagna di Damiano dei Maneskin è sicuramente una esperta in altri campi ma ha anche dichiarato di non essere mai stata una grande fan del cinema. Anzi, a dire il vero, tempo fa le esatte parole furono:

Il cinema non mi piace per niente. Purtroppo è un linguaggio che mi annoia e credo di essere davvero l’unica persona che abbia mai conosciuto a disperarsi quando qualcuno dice ‘guardiamo un film’?

Maneskin, Giorgia Soleri: “non sono un’amante del cinema però…”

Nonostante queste dichiarazioni molto nette sull’argomento cinema, la scorsa sera è stata ospite del noto brand di champagne Moet & Chandon, a niente meno che il Festival del Cinema di Venezia. La cosa ha destato prima stupore e poi una pioggia di critiche essendo in contrasto con quanto detto in passato. Non solo. Anche chi è affetto da vulvodinia, patologia che la Soleri ha portato all’attenzione dei media, ha trovato lo sponsor di cattivo gusto essendo l’alcool uno dei peggior nemici per chi ne soffre.

Giorgia, invece, al ritorno dalla prima del film Bardo, ha espresso il suo giudizio che l’ha fatta molto ricredere sul cinema. Almeno per il momento.

Chi mi segue da un po’ sa che non sono una grandissima amante del cinema. A me piacciono i linguaggi artistici che richiedono un pezzo della propria storia e della propria esperienza per poterli comprendere fino in fondo. Però nasco come fotografa. Infatti i pochi film che mi hanno davvero emozionata e lasciato qualcosa o avevano una grandissima fotografia o richiedevano un’attenzione molto attiva per entrare al 100% nell’immaginario del regista. Ecco, Bardo, il film che abbiamo visto ieri aveva entrambe queste cose. Una fotografia talmente bella che ti senti per più di 3 ore completamente all’interno delle scene e richiede una lettura molto personale. A causa del mio pregiudizio nei confronti del cinema avevo paura di non apprezzare al 100% il film, ma sono stata sorpresa e non mi sono annoiata neanche un secondo nonostante le tre ore di film.

L’importante è cambiare idea no?