Twitter, 500 mila immagini porno al giorno, è grande polemica

Twitter è sotto accusa dal governo britannico


Il web, molto spesso è un luogo pericoloso in cui possono circolare dei contenuti non proprio consoni a qualsiasi tipo di utenti.

Dall’Inghilterra è giunta la notizia che il social network Twitter è al centro di forti polemiche, sono state infatti contate almeno 500 mila immagini di genere pornografico che vengono ogni giorno postate senza filtri.

L’allarme è stato lanciato dal Daily Mail che ha considerato Twitter il social network più utilizzato per far circolare tantissime immagini porno e contenuti a luci rosse, nella maggior parte dei casi destinati ad un pubblico prevalentemente giovanile.

Il problema principale riguarda l’accesso non regolamentato a queste immagini da parte di chiunque, e proprio per questa mancanza di organizzazione verso la tutela del senso del pudore e dell’educazione che dovrebbe riguardare soprattutto i minori, i deputati britannici hanno aspramente criticato il social network americano che dovrebbe assolutamente bloccare o filtrare la circolazione di tale materiale osceno.

Per queste motivazioni, i dirigenti di Twitter sono finiti sotto accusa ma hanno peggiorato la loro situazione con l’aggravante di non aver preso parte ad un incontro organizzato dal governo di Londra con l’intenzione di pianificare un lavoro per contrastare la pornografia on line.

I dirigenti Twitter, in seguito alle accuse ricevute ed ai rispettivi provvedimenti che il governo inglese voleva prendere, hanno semplicemente deciso di coinvolgere nella delicata questione uno dei loro rappresentanti via telefono da Dublino.

Il social Twitter ha così peggiorato la propria situazione ormai presa di mira dalla Legge inglese, ha quindi assunto un comportamento diverso rispetto ad altri colossal del web come ad esempio Facebook e Google, che in preda ad alcuni controlli legali sulla circolazione di materiale illecito ed osceno, hanno partecipato alle iniziative di contrasto di tali dinamiche con tutta la disponibilità da parte dei veri e propri vertici delle aziende.

 

Guglielmo Ruberti





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