Sua maestà è una bambola. Nuovi ingressi alla Rocca di Angera

Sua maestà è una bambola. Nuovi ingressi alla Rocca di Angera

Non sarà un fine settimana di routine. Al museo della bambola e del giocattolo di Angera (Varese) sono attese nientemeno…


Non sarà un fine settimana di routine. Al museo della bambola e del giocattolo di Angera (Varese) sono attese nientemeno che quattro regine. Squilli di tromba (di fantasia) per l’insediamento, alla Rocca Borromea (www.borromeoturismo.it) , della regina d’Inghilterra Vittoria, dell’imperatrice di Francia Eugenia di Montijio, di una giovane Elisabetta II e della “queen mother” Elisabetta.

Maestà alte una manciata di decimetri, altere ed elegantissime nei loro abiti di gala: troveranno posto nel complesso medioevale che si affaccia sul lago Maggiore. Accanto a loro cinquemila pezzi, tra cui numerosi automi, accessori domestici, mobili, giochi di società e didattici, libri, riviste, fotografie, figurine e raccolte di ex libris a soggetto infantile.

Le bambole esposte nel museo sono 1500 per un viaggio che va dal ‘700 a oggi. Sono state costruite con i materiali della tradizione antica (legno, cera, cartapesta, porcellana, biscuit e tessuto), ognuna è riccamente abbigliata e molte sono munite di corredi in miniatura e di case arredate.

La loro è una bellezza destinata a non conoscere caducità. Marco Tosa, coordinatore dell’istituzione varesina, racconta la storia delle nuove nobili ospiti: “Le hanno create le mani di artigiani esperti, veri e propri artisti e ritrattisti, e ditte specializzate francesi e tedesche. Tutte in pochi esemplari, se non in uno solo. Venivano regalate alle piccole eredi dell’alta società, per abituare le future protagoniste della vita aristocratica ad avere consuetudine con le loro regine, la più elevata carica politica e morale della rispettive nazioni d’appartenenza. Un modo per prefigurar loro, magari, ruoli da damigelle o, perché no?, da principesse.

In fondo nulla di diverso da tutte le altre bambole, creature ideate e realizzate un po’ per far sognare i bambini, un po’ per educarli.

La loro funzione didattica, verso il pubblico infantile, univa la funzione celebrativa a quella estetica”.

Fondata nel 1988, la raccolta anno dopo anno ha costantemente visto acquisti e donazioni, moltissime anche dall’estero. Per qualità e rarità, fra quelli che verranno “inaugurati” oggi, sabato 30 luglio, spicca la regina Vittoria, un capolavoro di manifattura inglese dei Pierotti che erano di origine italiana e che produssero splendide pupe in cera nell’Inghilterra vittoriana.

Testa, spalle, avambracci e gambe sono in cera, e gli occhi, intensamente azzurri,  in vetro; le orecchie forate sono pronte ad accogliere orecchini d’oro, e i capelli castano-chiari sono veri e risultano fissati, uno a uno, nella cera, mentre il corpo è in tela di cotone, imbottito.

Il vestito cerimoniale è quello dell’incoronazione con tanto di gioielli, insegne e manto di velluto bordato d’ermellino. Una fedele raffigurazione della sovrana che farebbe impazzire qualsiasi collezionista e che ha anche un enorme valore storico. Ecco poi l’omaggio (ultimato in Germania negli anni ’60 dell’Ottocento) all’affascinante, moglie di Napoleone III di Francia.

Spesso le donne celebri erano prese come modelli, oltre che nella vita reale, anche per realizzare le bambole. Il suo raffinato capo – per altro talmente pallido da sembrare fatto con il marmo greco pario – ha i lineamenti e l’elaborata acconciatura finemente plasmata e accuratamente dipinta; la sciarpa annodata tra i capelli è rifinita con vernice iridescente rosa acceso, la piuma di struzzo mostra tracce residue di colore azzurro, e la chioma bionda è trattenuta sulla nuca da una reticella verde pallida.

Indossa ancora l’abito originale in due pezzi, corpetto aderente e gonna ampia, in damasco di seta a motivi floreali.

La bambola con l’effige di Elisabetta II la tramanda ancora principessa in attesa di salire al trono e con le fattezze quasi infantili.

Ed è di un realismo impressionante la popolarissima regina madre, Elisabetta, con una delle sue toilette da sera celeste pallido, e adorna di brillanti e diademi come confaceva al suo ruolo. (Marco Fornara)

BAMBOLE ALLA ROCCA DI ANGERA





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