Sos cultura, qualche domanda a Vittorio Sgarbi

Sos cultura, qualche domanda a Vittorio Sgarbi

Il personaggio è controverso ma se mettesse tutti d’accordo non si chiamerebbe Vittorio Sgarbi. Le sue esternazioni sono spesso irritanti,…


Il personaggio è controverso ma se mettesse tutti d’accordo non si chiamerebbe Vittorio Sgarbi. Le sue esternazioni sono spesso irritanti, i suoi pareri eretici, ma c’è anche chi li considera troppo ortodossi – in campo artistico, ad esempio -,  e comunque le sue conclusioni non sono mai scontate. Come opinion maker lo vediamo molto in tv – c’è chi dice troppo – ed è la gioia dei conduttori “che quando c’è Sgarbi, la puntata comunque si porta a casa”. Come curatore del Padiglione Italiano della Biennale di Venezia, al via il prossimo giugno, un’idea su tutte porta il marchio dell’originalità: quella di dare vita ad una “Biennale diffusa”  che estende l’evento in altre città del Bel Paese per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ma troveremo modo di riparlarne.

Quella che segue è una breve intervista, poche domande rivolte da Virginia Zullo al critico d’arte più famoso d’Italia. E di cosa parlare se non delle bufere, mai passate, che agitano il mondo culturale italiano.

 

 

DT – Qual’ è secondo lei lo stato del nostro patrimonio culturale?

 

VS – Ci sono aree molto ben tenute altre tenute in stato di abbandono come l’area delle  Ville Vesuviane o l’ area che comprende le ville della Lombardia difficilmente recuperabili in tempi brevi.

 

DT – Cosa farebbe lei se potesse?

VS – Nessuno ha la possibilità di intervenire. La situazione è molto complessa. E’ molto difficile indire appalti,  anche in presenza di finanziamenti, pubblici a causa dei  residui passivi. Un caso fortunato è quello del Colosseo che vede il finanziamento diretto da parte di un privato come Della Valle.

 

DT – Cosa pensa della vicenda Bondi?

 

VS – Bondi ha fatto quel che poteva, lo scambiavano per Tremonti…Il problema di Bondi è solo quello di essere stato fragile, il suo è solo un problema di carattere perché per il resto non ha colpe. Se Pompei crolla Bondi non ha colpe. Il nuovo ministro, come si sa, ha ottenuto alcuni   finanziamenti quindi il problema non sono i soldi . La comunità europea  ha imposto dei tagli e purtroppo ci sono state delle coincidenze impreviste e sfortunate, ma se crolla un muro la colpa non è del ministro. I tagli certo ci sono stati ma più che per il patrimonio artistico ci sono stati per il cinema e lo spettacolo ed in effetti non si capisce perché registi fasulli senza alcun genio debbano avere milioni di euro per fare film mediocri.

 

DT – L’accusa che si muove alla cinematografia italiana è d’essere stata storicamente controllata dalla sinistra…

 

VS – Vede, il problema non lo porrei nella distinzione destra – sinistra, l’ ultimo film di Tornatore, costato ben venticinque milioni di euro,  è stato  prodotto dalla Medusa che è di Berlusconi, quindi come vede il punto non è la distinzione destra sinistra ma che si tende a fare della posizione politica un valore culturale . Quando ci sono stati altri ministri, come Rutelli per esempio, non mi pare ci siano stati miracoli e bisogna aggiungere che era un periodo più florido dal punto di vista economico, il taglio dei fondi è stato drammatico.

 

DT – Cosa  sta facendo Vittorio Sgarbi in questo momento?

 

VS – Mille cose come sempre , mi sto occupando della sovrintendenza di Venezia, e della Biennale, una realtà che  si sta diffondendo in tutta l’ Italia da Siracusa a Lecce a Matera in occasione dei 150 anni dell’Unita d’ Italia. Ho curato la mostra su Caravaggio e presto mi occuperò del Festival di Spoleto.

 

DT – Quali sono gli artisti che emergeranno e che potranno avere un riscontro internazionale?

 

VS – Impossibile dirlo perché dipende dal mercato dell’ arte  che in Italia  è molto debole…

 

DT – Le piacerebbe fare il ministro dei Beni Culturali?

 

VS – Sì perché so che porterei una ventata di vitalità.

(Virginia Zullo)

 

Foto di Giovanni Dall’Orto





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