Samsung contro Apple contro tutti: la corsa allo smartwatch

Samsung contro Apple contro tutti: la corsa allo smartwatch

I colossi (e gli outsider) alle prese con l’oggetto del prossimo futuro


Le ultime indiscrezioni sui preparativi di Apple e Samsung per lo sbarco nel mercato degli smartwatch riportano l’attenzione sul trend del futuro, ovvero la tecnologia da indossare. Ambito finora piuttosto di nicchia, secondo gli analisti, quello della tecnologia da polso potrebbe presto rivelarsi un business da milioni di pezzi, così i maggiori colossi mondiali e alcuni sviluppatori indipendenti minori vogliono a tutti i costi arrivare primi allo smartwatch.

A partire in vantaggio su tutti in questo momento è Sony. La società giapponese infatti ha precorso i tempi ed è l’unica tra i grandi nomi ad essere già sul mercato i propri modelli. Il recente SmartWatch 2, che rappresenta la terza generazione di orologi intelligenti di Sony, arriverà in Italia nella seconda settimana di settembre al prezzo di 199€.

A guidare la colonna degli inseguitori troviamo Apple, per la quale da alcuni mesi si parla del progetto iWatch. Hanno fatto rumore, infatti, le richieste di brevetto del marchio in molte parti del mondo quali Russia, Giappone e Messico. La recente assunzione di un ex guru di Yves Saint Laurent porterebbe a pensare ad una stretta finale sul ricercato design di un orologio tecnologico di lusso.

Non può essere da meno del proprio storico rivale la coreana Samsung, che proprio in questi giorni ha depositato la richiesta di tutela del marchio ”Samsung Gear”, esplicitamente in riferimento ad un dispositivo da polso.

Sarebbe inoltre in lavorazione, con leggero ritardo rispetto al progetto Google Glass, anche lo smartwatch di Google. Ovviamente dotato di Android, quest’ultimo contribuirebbe alla creazione di un universo tecnologico slegato dall’interazione manuale come la conosciamo, in linea con le idee espresse proprio nell’ambito di uso degli occhiali.

Oltre a questi grandi nomi ricordiamo progetti più piccoli, nati magari grazie a raccolte fondi online, quali Pebble, recentemente sbarcato nei negozi fisici d’oltreoceano. Molto interesse ha suscitato, infine, la creazione da parte di un gruppo di studenti indiani di un orologio con funzioni smart che non ha bisogno di uno smartphone cui agganciarsi; Androidly, questo il nome del progetto, è al momento quanto di più vicino ad un mini computer portatile da polso. La sfida è già iniziata, con l’orizzonte del 2014, quando la corsa arriverà finalmente al traguardo dei negozi. (f.a.)

 

 





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