Robbie Williams diventa padre e canta durante il parto

Robbie Williams diventa padre e canta durante il parto

Quando si parla dell’era social: ecco cosa vuol dire nascere e ritrovarsi già su Twitter


Il 2000, si sa, è sicuramente il millennio dei social network: la nascita di Facebook, i cinguettii su Twitter e tutti i post vari ed eventuali. Siamo ormai abituati a ritrovarci di tutto su pagine di cui forse non avremmo mai neanche voluto leggerne il contenuto. Eppure vivere nel 2000 vuol dire anche questo: non avere un’esistenza interessante se almeno una volta non ci si è trovati anche solo di passaggio su un qualsiasi social network.

Quando questo uso smodato appartiene ad un comune mortale diventa una malattia che spesso si può tradurre in isolamento, se è un personaggio noto a farne una filosofia di vita allora il fatto desta subito interesse e genera ondate di follower (giusto per ricorrere a vocaboli legati al tema).

In questo caso si parla di Robbie Williams, storico cantante dei Take That, che da quando è uscito dal gruppo non ha fatto altro che far parlar di sé per il suo carattere irriverente e per i suoi modi provocatori. Anche questa volta non si è lasciato scappare l’occasione di suscitare scalpore facendo la cronaca della nascita del figlio su Twitter.

Atteggiamento criticabile il suo, certo. Fatto sta che un uomo di spettacolo lo è sempre, nel bene e nel male, in pubblico o in privato e lui non ha risparmiato neanche la moglie che agognante di dolore che era costretta a sentirlo cantare perfino in sala parto.

Sulle note di Let it go, brano tratto dal film d’animazione Frozen, ha improvvisato un balletto: per tirarla su o per tornare al centro dell’attenzione? Chi lo sa? Intanto Ayda Field, la neomamma, lo avrebbe interrotto. Ora ci si chiede, quanto è giusto privare il neonato della sua privacy già dalla nascita? Un padre può decidere anche questo? Auguri ai nuovi genitori! (l.a.)





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