Riforma pensioni ultime notizie oggi 4 novembre: Damiano avanti tutta

Riforma pensioni ultime notizie oggi 4 novembre: Damiano avanti tutta

Le ultime novità della riforma pensioni aggiornate ad oggi 4 novembre: Damiano confida nel sondaggio di Confesercenti.


Cesare Damiano spera ancora nella riforma pensioni. Il presidente della Commissione Lavoro alla Camera ha riacceso le speranze dei lavoratori precoci e non, dando il via ai lavori del Comitato Ristretto che presenterà a breve una proposta unificata per la modifica dell’istituto della pensione anticipata, avendo come punto di riferimento il ddl 857, proposta di Damiano bocciata dal presidente dell’Inps Tito Boeri ma la più gettonata tra i lavoratori italiani.

L’ultima carta di Damiano: il sondaggio Confesercenti

Negli ultimi giorni il dibattito sulle pensioni è stato alimentato dalla pubblicazione del sondaggio di Confesercenti, in collaborazione con l’istituto SWG, secondo cui il 49 percento degli italiani accetterebbe una decurtazione dell’assegno pensionistico uscendo qualche anno prima dal lavoro. Di questo 49 percento, soltanto il 12 percento accetterebbe una riduzione fino al 10 percento. Forte di questi numeri, Damiano è tornato a proporre la pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi. Una proposta troppo dispendiosa per le casse dello Stato, secondo l’Inps, una proposta, anche alla luce del sondaggio Confesercenti, più sostenibile di quanto si possa pensare per l’ex ministro del Lavoro.

In estate si era acceso il “duello” tra Damiano e Boeri proprio perché l’Inps aveva bocciato sonoramente il ddl 857, affermando come si dovessero impiegare 8 miliardi di euro. Il presiente della Commissione Lavoro aveva da subito contestato quelle cifre, sostenendo che l’Inps facesse riferimento all’intera platea di potenziali beneficiari. Così però, sondaggio alla mano, non è, perché non tutti vorrebbero uscire dal mondo del lavoro un po’ prima per poi avere l’assegno previdenziale ridotto. Se soltanto il 49 percento accetterebbe una decurtazione, ciò significa che gli 8 miliardi diventerebbe meno di 4. Se poi si considera che soltanto il 12 percento, di questo 49 percento, accetterebbe una riduzione dell’assegno fino al 10 percento (il ddl Damiano prevede una penalizzazione massima dell’8 percento qualora si anticipasse di 4 anni l’uscita dal lavoro), questi 4 miliardi andrebbero a ridursi ancora. E non è tutto. L’esponente dem ci tiene a precisare che i costi riguarderebbero soltanto i primi 4 anni, perché poi si entrerebbe automaticamente nella fase di risparmio per 19 anni (stando all’attuale speranza di vita). Saprà Damiano convincere definitivamente Renzi?

Federico Pisanu





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