Quando il Sole fa i capricci: eruzione record, comunicazioni a rischio

Quando il Sole fa i capricci: eruzione record, comunicazioni a rischio

Il brillamento, uno dei più intensi degli ultimi anni, coincide con il periodo di massima attività del Sole e ha avuto origine nella macchia AR1967


L’eruzione in corso è una delle più intense registrate dall’inizio del 2014 e rappresenta uno dei massimi picchi raggiunti dall’attività del Sole nell’arco degli ultimi cinque anni: la fonte del brillamento è la macchia solare AR1967, una voragine che brucia a 4000 gradi Kelvin e che potrebbe contenere 10 pianeti come la Terra. I ricercatori hanno inquadrato il fenomeno come eruzione di classe X, collocandolo sul gradino più alto di una scala che conta altri quattro livelli di potenza.


Nonostante l’intensità dell’eruzione, tuttavia, la probabilità che i residui della tempesta solare colpiscano il nostro pianeta è piuttosto remota e anche se ciò dovesse accadere le conseguenze non causerebbero disagi insormontabili: a risentirne sarebbero soprattutto le comunicazioni e gli elettrodotti, e gli effetti si esaurirebbero nel giro di poche ore. Gli scienziati del programma Space Situational Awareness e dell’Agenzia Spaziale Europea hanno tranquillizzato l’opinione pubblica spiegando che al momento gli strascichi del brillamento sono mitigati dalla posizione in cui l’eruzione è avvenuta, che coincide con una zona del Sole, quella sud-orientale, non direttamente puntata sulla Terra.


I flussi di materia prodotti dall’eruzione, catalogati nella classe G1, genereranno nelle prossime ore uno dei fenomeni più straordinari della natura, le aurore polari. Purtroppo lo spettacolo potrà essere ammirato solamente ad alte latitudini.

(St.S.)





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