Privacy, Facebook pubblica i dati sulle richieste dei governi

Privacy, Facebook pubblica i dati sulle richieste dei governi

Circa 2000 le richieste da parte dell’Italia


Non si placano le polemiche sulle principali aziende informatiche americane per l’adesione a PRISM, il sistema di controllo messo in atto dagli organi di sicurezza USA. Oggi Facebook rivela i dati delle richieste di informazioni non solo d’Oltreoceano, ma riguardanti tutto il mondo.

In un periodo in cui il tema privacy sembra stare di nuovo a cuore della grande utenza, il social network più famoso al mondo tenta di calmare i propri utenti pubblicando un resoconto delle richieste di dati sui propri utenti da parte dei governi di tutto il mondo. In testa risultano gli USA.

Nei primi sei mesi dell’anno gli Stati Uniti hanno inoltrato circa 11mila richieste di dati su circa 20mila utenti, ottenendo risposta dal sito californiano nell’80% circa dei casi. A seguire troviamo l’India, con circa 3000 mila richieste, Germania, Francia, Regno Unito e Italia.

Il nostro paese ha richiesto i dati di poco più di 2000 profili, per un totale di 1700 interrogazioni, di queste ha ottenuto risposta circa una volta su due (53%). A livello mondiale sono stati circa 38mila i profili oggetto di attenzione da parte dei vari governi mondiali. Le richieste hanno interessato dati generici, quali nomi degli utenti e data di iscrizione al sito, fino a informazioni e contenuti più sensibili quali indirizzi IP o attività più specifiche, quali i messaggi della chat interna.

Facebook ha annunciato anche la pubblicazione in futuro di ulteriori, e più precisi, resoconti sulla falsariga di quanto già messo in atto da altre società quali Google. Il social network blu vuole così tranquillizzare la propria utenza, preoccupata anche da tentativi di incursione e bug di sistema, sugli impegni presi a tutela della privacy dei singoli iscritti. (f.a.)





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