Mick Rock a Fotografia Europea con la magia degli anni ’70

“Gli anni Settanta hanno segnato il cambiamento nell’immagine e nella musica”.
Il fotografo Mick Rock ospite di Fotografia Europea a Reggio Emilia


Ho fotografato tantissime persone e tantissime cose nell’arco degli anni – ha detto Mick Rock, allo spazio Gerra di Reggio Emiliama tutti mi continuano a chiedere le foto degli anni Settanta. È come se quell’epoca si rifiutasse di passare e di tramontare”.

Il fotografo delle rock star si è presentato  ai giornalisti per la preview dell’ottava edizione di Fotografia Europea con la camicia di jeans aperta sul davanti, gli occhiali scuri e una carica contagiosa.  “Ho scelto di portare qui le foto degli anni Settanta perché hanno segnato un cambiamento sia dell’immagine che della musica”: Mick Rock spiega così il nesso tra gli anni Settanta e il cambiamento, tema del Festival di quest’anno. Lo ha fatto indicando dietro di sé la riproduzione della foto da lui scattata a Lou Reed. Quella che è diventata la copertina di Transformer, il disco da solista più venduto del leader dei Velvet Underground, prodotto da David Bowie. “Gli anni in cui ho iniziato a fotografare sono stati un momento magico sia per la musica sia per me stesso. Allora quei musicisti non erano famosi, anzi, erano piuttosto di nicchia ma poi il tempo li ha resi delle vere e proprie rock star”.

 

L’attività fotografica di Mick Rock continua ed è tutt’ora ricca anche se a Reggio Emilia la mostra si limita agli anni Settanta, gli incredibili cinque anni della nascita del Glam Rock. Il fotografo sorride quando si nomina il Glam Rock, e ci scherza su: “Lo chiamavano il rock gay perché è stato il momento in cui si giocava molto sull’ambiguità sessuale, ma era tutta facciata, c’era molto sesso anche eterosessuale, ve lo posso confermare”.

 

Se qualcuno prova a chiedergli quale sia il suo scatto preferito, risponde che non esiste, tutti lo sono a proprio modo: “Le persone che ho davanti alla camera sono sempre quelle di cui mi innamoro. Amo il momento dello scatto: è eccitante come un rapporto erotico. Lo scatto è la parte più interessante del processo che porta alla fotografia”.

 

Un nome scritto nel destino il suo. Eppure il fotografo ha rivelato  ai giornalisti un pezzetto della sua storia personale che non è molto nota: il suo cognome è quello del padre adottivo Rock, mentre il suo genitore naturale era di origini siciliane. Mick Rock tiene molto a questa sua parte di sangue italiano. Ma è molto grato anche alla madre che si è risposata con un certo Mr Rock:“In questo modo è stato più semplice per me fare quello che ho fatto”, e poi ci scherza su, “Dio agisce per vie misteriose”. L’esposizione esclusiva dei 50 scatti di Mick Rock sarà inaugurata domani venerdì 3 maggio allo spazio Gerra di Reggio Emilia e resterà aperta al pubblico fino al 16 giugno 2013.

 

Per il calendario completo degli appuntamenti, per seguire alcuni dei principali eventi in diretta streaming e per tutte le informazioni su orari, indirizzi e ingressi: www.fotografiaeuropea.it

(r.d)





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