Maneskin, Giorgia Soleri spiazza: “Non conosco nessun Damiano”

Maneskin, Giorgia Soleri spiazza: “Non conosco nessun Damiano”

La modella e influencer 26enne Giorgia Soleri, ospite al Giffoni Film Festival, ha gelato con una risposta pungente chi le ha chiesto di Damiano David, frontman dei Maneskin e suo fidanzato.


“Non sono la fidanzata di Damiano David“, aveva sbottato sui social Giorgia Soleri, dopo essere stata ospite di Storie Italiane. Eppure la 26enne è effettivamente la compagna del frontman dei Maneskin, band del momento. L’affermazione della modella e influencer faceva riferimento alla sua volontà di non essere etichettata dalla stampa o da altri come ‘la fidanzata di’. Bensì di essere identificata per le proprie battaglie e valori sostenuti.


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La Soleri, infatti, è un’attivista per i diritti delle donne e da anni porta avanti strenuamente la sua lotta per il riconoscimento della vulvodinia e dell’endometriosi come malattie invalidanti. E’ anche un’aspirante scrittrice e, recentemente, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, intitolata La Signorina Nessuno. La giovane è stata ospite del Giffoni Film Festival e i giornalisti, prevedibilmente, le hanno chiesto di Damiano David, ricevendo però una risposta gelida e spiazzante:

Non conosco nessun Damiano. A lui non vengono mai fatte domande su di me, che invece vorrei tenere la relazione riservata.

Giorgia Soleri glissa su Damiano David e racconta: “Ho tentato il suicidio”

Giorgia Soleri ha ribadito di essere molto gelosa del suo privato anche tra le pagine di 7 – il settimanale del Corriere della Sera. “Non lo sa nessuno e non lo dirò – ha risposto alla domanda su come ha conosciuto Damiano David – Lo spazio privato per me ha ancora un valore”.

Nella stessa intervista, la ragazza ha ripercorso la propria difficile storia personale, fatta di momenti di sofferenza, depressione e persino un tentato suicidio nel 2017. Fu la mamma a salvarla per il rotto della cuffia, accudendola per i successivi due mesi.

Ero depressa ma non lo sapevo, come capita a tante persone. Anche la depressione ha i suoi segnali ma possono essere diversi da persona a persona. Io stavo sempre a letto, quello che mi avrebbe potuto stimolare non lo faceva più. Poi ho provato a togliermi la vita. Ero arrivata al punto zero, potevo solo risalire o soccombere. Mi ha salvata mia madre: l’hanno avvisata, è venuta a prendermi, mi ha portato a casa sua e sono rimasta lì due mesi. Di nuovo farmaci, speranze, qualche illusione. Il malessere che poco per volta cede il posto a una forma di lucidità. Quanto vorrei che questi miei racconti fossero utili a qualcuno.

Oggi, grazie anche alla terapia, Giorgia sta bene ed è contenta della sua vita. Coltiva con energia la passione per la fotografia, adora leggere e vorrebbe scrivere un altro libro. “Oggi comprendo che è tutto collegato – ha confessato nell’intervista – la depressione di cui ho sofferto, il dolore, l’ansia di libertà, l’aborto a 21 anni, il percorso femminista. Oscillo tra il buio e la luce, tra l’istinto a nascondermi e quello a liberarmi, anche dei vestiti”.