Maneskin, Giorgia Soleri: “io e Damiano come Chiara Ferragni e Fedez”

Maneskin, Giorgia Soleri: “io e Damiano come Chiara Ferragni e Fedez”

Giorgia Soleri torna a parlare del suo libro, della vulvodinia e neuropatia del pudendo. In una lunga intervista spiega anche come siano legati da uno stesso destino lei e Damiano con Chiara Ferragni e Fedez.


Bisogna dire che Giorgia Soleri sa il fatto suo e lo esprime in maniera diretta. La compagna del cantante dei Maneskin, Damiano David, ha rilasciato una importante intervista a Fanpage.it. L’occasione è quella dell’uscita nelle librerie del suo libro di poesie “La Signorina Nessuno”, frutto di esperienze e crescite personali. La Signorina del libro è la voce di Giorgia, che ha voluto esprimere le sue emozioni dopo averle per molto tempo nascoste per paura dei giudizi. Una specie di catarsi letteraria. I temi affrontati sono molto seri: depressione, anoressia, dipendenza affettiva, aborto.


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Giorgia Soleri dichiara: “Fedez martire come Damiano, ma io e Chiara?”

Giorgia è sostenitrice anche dell’uso dei social per raccontare di una malattia e darne più consapevolezza al mondo. Tale convinzione è stata condivisa di recente in una cena con la coppia Chiara Ferragni – Fedez.

Sì, abbiamo avuto modo di parlarne, anche se è una cosa talmente intima e personale che per rispetto nei confronti di Federico preferisco non entrare nel dettaglio. Però, ci tengo a fare una riflessione: nessuno ha detto a Chiara ‘Che brava, sei una santa che stai al fianco ad un uomo malato‘, cosa che invece Damiano si sente dire ogni giorno.


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Diamo per scontato che le donne abbiano un ruolo di “cura” all’interno della famiglia. Chiara è una compagna incredibile ed è stata un’ancora per Federico in un momento di difficoltà, come anche Damiano è stato per me. Però lui viene santificato, lei no. L’amore è sostenersi a vicenda, a prescindere dall’essere uomo o donna. Gli sono immensamente grata per la persona che è, ma non voglio sentirmi grata perché non mi ha abbandonata per via della malattia.

Il sostegno di Damiano non è mai mancato, anche quando Giorgia portava avanti con forza il riconoscimento della vulvodinia. Nonostante la scelta volontaria del cantante di presenziare in Camera e Senato per il riconoscimento della patologia, sembra sia stato messo in secondo piano la rilevanza del tema.

Purtroppo la mia percezione è che sia successo proprio questo. Premetto che non gli ho mai chiesto di prendere parte a questa battaglia. Lo ha fatto spontaneamente e lo apprezzo moltissimo, ma se avesse preferito restarne fuori, non gliene avrei fatto una colpa. Non voglio sminuire la sua figura, ma sta facendo quello che qualunque persona che ama farebbe. Queste donne hanno fatto il possibile perché in meno di un anno venisse presentata la proposta di legge e alla fine è passato il messaggio: Damiano in Senato, Damiano alla Camera.

Probabilmente è anche vero che se non ci fosse stato lui, la proposta si sarebbe arenata o sarebbe stata accantonata. Diamo a Cesare quel che è di Cesare.