Lorenzo Jovanotti:quell’ex scapestrato che piace alle mamme e corteggia la letteratura

Lorenzo Jovanotti:quell’ex scapestrato che piace alle mamme e corteggia la letteratura

Se lo si osserva bene, ha un’aquila tatuata sull’avambraccio, porta un orecchino al lobo dell’orecchio sinistro e non disdegna la…


Se lo si osserva bene, ha un’aquila tatuata sull’avambraccio, porta un orecchino al lobo dell’orecchio sinistro e non disdegna la moda dei pantaloni a vita bassa. Eppure, nonostante questi “cattivi” dettagli, [Lorenzo Jovanotti][1] è adorato da tutte le mamme d’Italia, oltre ad essere bramato dalle loro figlie.

Ma quest’aria da bravo ragazzo che gli si è appiccicata addosso, suggerita inconsciamente dal suo cognome, è solo una parte della personalità e dell’immagine di uno dei più grandi cantautori italiani.
Jovanotti ha voluto raccontarsi e descriversi meglio in un piccolo paesino delle Langhe, Novello, un luogo che ospita mille anime, ma che si è riempito di giovani, vecchi e bambini durante il Festival di Letteratura [“Collisioni”][2], che ha avuto luogo lo scorso fine settimana. Lorenzo era l’ospite di spicco del sabato notte, ma questa volta non ha voluto cantare, ha solo chiacchierato con spontaneità e schiettezza assieme ad uno dei suoi amici giornalisti [Piero Negri Scaglione][3], vicedirettore del mensile [GQ][4] e autore del libro [Rock!][5].

Daring ha raccolto questa chiacchierata per voi.

– Il tema di questo festival è quello delle Collisioni, musicali, letterarie e di vita, tu sei una persona che collide spesso con il pubblico, che o ti ama o ti odia, vero?

J- In realtà, io cerco sempre la mediazione, sono fatto così caratterialmente, però sento di avere un’energia che spesso divide il pubblico. La mia musica ti chiede di prendere una posizione precisa, se ciò non accadesse sarebbe molto pericoloso.

– In effetti, tutti hanno un’opinione su di te.

J- Sì e ciò non accade con tutti i cantanti. Anche se, ripeto, nella vita io sono una sorta di ambasciatore dell’ONU! Per farti un esempio, quando sono andato in tournee per l’Italia con [Pino Daniele][6] ed [Eros Ramazzotti][7], ad un certo punto ci sono state un po’ di scintille fra loro e io ho passato il resto della tournee a fare d’ambasciatore. Uno veniva e mi diceva “digli a Pino” e l’altro rispondeva con “digli a Eros”. Mi succede sempre di trovarmi in mezzo; succedeva anche con i miei genitori da bambino. Ed è forse lì, nella mia infanzia, che ho sviluppato questa indole da paciere.

È una cosa che succede spesso ai fratelli minori, no?

J- In effetti, io sono il terzo figlio, ma non so se sia per questo, non sono un psicologo (sorride).

– Raccontaci come hai iniziato a far carriera.

J- Ho cominciato negli anni Ottanta come dj in alcune discoteche di Roma, città in cui sono nato. Mi ricordo perfettamente il giorno della mia prima paga, il 4 luglio 1982. Mi avevano fatto suonare ad una festa. Quando ho iniziato non c’era molto rock, andava più la [new wave][8], [l’hip-pop][9] e la [discomusic][10]. Diciamo che le categorie musicali classiche, come, ad esempio, il jazz, il rock e le canzoni popolari d’autore, stavano esplodendo. Nell’84, infatti, era arrivato in Italia il campionatore e grazie a questo strumento tecnologico ho assistito alla nascita della musica [house][11], del [rap][12] e anche della [tecno][13]. In quel periodo c’è stata la disgregazione totale del linguaggio musicale, disgregazione che non voleva dire perdita, ma evoluzione. Io, in questo senso, sono figlio delle “collisioni”. Ammiravo la possibilità di mixare le canzoni, di farle collidere: il sentire in cuffia il nuovo brano che avrei messo, mentre tutti ascoltavano ancora l’altro, e solo io sapevo cosa sarebbe successo. Questa sorta di potere mi ammaliava.

– Che musica ti piaceva?

J- In realtà, all’epoca, non me ne fregava nulla della musica. Per dirti, mi piaceva “Ti amo” di [Tozzi][14] e anche le canzoni di [Sanremo][15]. A me, in realtà, piaceva il mixer, lo strumento con due piatti e tanti pulsanti in mezzo. Da lì è partito tutto. È stata una specie d’epifania: vedevo queste due cose rotonde che ruotavano e che avevano qualcosa d’erotico per me. Inoltre, il potere del mixer, del dj, che ti dicevo prima, lo consideravo pari a quello che avevano [Jimmy Page][16] o [Jimi Hendrix][17]  sulle loro chitarre. Non per niente, negli anni Ottanta, quasi tutti i grandi cominciano ad utilizzare i dj per le loro musiche e canzoni.

– La tua carriera è poi andata avanti. Ti sei allontanato dal rap e dalla discomusic avvicinandoti al modello della [world music][18]. Trovi che il tuo percorso è stato caratterizzato da forti virate o lo descriveresti come una linea continua?

J– Il mio percorso è stato disseminato da tante collisioni. Potrei descrivere così la mia carriera, tenendo però come saldo presupposto la necessità e il dovere di vedere la possibilità nella collisione. La collisione, inoltre, è una dimensione che mi appartiene più d’ogni altra. Infatti, sono cresciuto a metà fra Roma e Cortona, in Toscana, due realtà totalmente diverse: la prima, è sorprendente, c’è sempre qualcosa o qualcuno di nuovo, mentre la seconda è una cittadina di provincia, dove, dopo un po’, crei un solco sulle strade che percorri ogni giorno e in cui i volti e le persone, sono sempre le stesse. È molto rassicurante.

– Dicevi prima che in questi giorni ti sei concentrato sul concetto di dono, puoi spiegarci le tue riflessioni?

J- Certo. Credo che il dono non sia quella cosa che non va pagata, ma ciò che non si può pagare. Per fare un esempio concreto, il dono lo si riceve quando s’incontra qualcosa di importante in un libro o in un cd, quando, cioè, si ha l’impressione di ottenere qualcosa in più, al di là del prezzo che si è pagato. Si tratta di un dono che non ha prezzo. Nella nostra epoca dove ogni cosa si paga è necessario andare a cercare cose che paghiamo, ma che in realtà hanno un valore inestimabile. A me è successo ogni volta che da giovane sono andato a vedere un concerto degli [U2][19], pagando il biglietto, ora m’invitano (sorride). Mi ricordo che pagavo cifre che in euro potrebbero andare dai 40 ai 100 euro, ma ogni volta che li ho visti ho avuto quella sensazione: la sensazione di ricevere un dono. Mi è successo anche con i libri di [Josè Saramago][20], in particolare, con Il viaggio dell’elefante, che ho acquistato a 16 euro e che ad ogni parola mi ha regalato qualcosa.

– A volte succede anche a te di dire “stasera ho regalato qualcosa”?

J- A volte accade che alla fine di un concerto mi ripeto che potevo fare di più, però poi quando viene qualcuno in camerino o quando incontro la gente per strada, mi fanno sempre i complimenti e mi ringraziano. Quel grazie, forse, è per il regalo, il dono, che gli ho fatto.

– La tua immagine di cantante è  associata dai più ad una forte spiritualità, se non addirittura ad una vera e propria religiosità. Canzoni come [“Questa è la mia casa”][21], in cui invochi Dio in quanto figlio disperso, hanno probabilmente accentuato questa caratterizzazione. Volevo chiederti se è vera questa tua spiritualità?

J- Io sono cresciuto dentro la religione cattolica con tutta l’ipocrisia che si porta appresso. Ho preso tutti i sacramenti, fino al matrimonio. Ho fatto lo scout come tanti altri ragazzi e col tempo ho maturato un forte interesse e una certa familiarità con i temi religiosi, anche perché, come ti dicevo, ci sono cresciuto davvero dentro: a Roma, abitavo a fianco al Vaticano. Però, di lì, a dire che ho un’opinione precisa riguardo a Dio e alla religione, faccio fatica. Le scritture, la Bibbia, le vite dei Santi, e i salmi mi piacciono molto come letture. Soprattutto i salmi, che si leggono nel tempo di una canzone, ma la Chiesa, come istituzione, a me non interessa molto. Quando sento alcune opinioni del papa sui giornali, come l’ultima sui preservativi e l’Africa, pur sapendo che sono cazzate non ci sto a pensare troppo. Ti dico, nella mia vita, sono venuto a contatto con molte contraddizioni interne ed esterne alla Chiesa, che mi hanno reso forse impossibile farmi un’idea precisa di religione o credo. Ad esempio, dopo anni, ho ritrovato il prete della mia parrocchia, di quando ero piccolo, padre Ermanno, che ora ha due figlie e non è più un prete. È stato bello rivederlo nelle sue nuove vesti. Da ragazzo, per dirne un’altra, osservavo il mio capo boyscout leggere Lotta Continua in chiesa.

Tornando al tema di questo Festival, le Collisioni, chi è, secondo te, un musicista che può essere considerato uno scrittore e quale scrittore richiama il mondo della musica?

J- Sicuramente a livello italiano, [Francesco Guccini][22], [Fabrizio De Andrè][23] e [Franco Battiato][24]. Poi, anche [Samuele Bersani][25] e [Lucio Dalla][30]. Come è profondo il mare di Dalla è uno dei pezzi che mi piacciono di più in assoluto. Stimo molto anche il mestiere dell’autore di testi e fra i mestieranti adoro [Franco Migliacci][26], [Ivano Fossati][27] e [Paolo Conte][28].

– So che sei appena tornato da New York dove hai suonato con il tuo inseparabile Saturnino al basso e Riccardo Onori alla chitarra nei locali più cool della grande mela. Qual è stato, invece, il tuo ultimo lavoro in Italia?

J-  Il [singolo][29] registrato con altri 56 artisti italiani, che servirà a ricostruire il Teatro dell’Aquila. Al di là dell’efficacia di questa operazione, ciò che mi ha impressionato di più è stata la qualità di questa canzone, che dura solo tre minuti e mezzo. Fra i tanti colleghi che hanno partecipato all’iniziativa, ci sono Gianna Nannini, gli Afterhours, Al Bano, Gianni Moranti, Luciano Ligabue, Tiziano Ferro, molti rapper, come Fabri Fibra, ad esempio, e ancora Franco Battiato e Claudio Baglioni. Ho provato una forte emozione nel vedere tutta la musica italiana riunita in una stanza e ho pensato che non abbia nulla da invidiare alle musiche di altri paesi del mondo.

(Inviata per DaringToDo, Valeria Tarallo)

[1]: http://wwwrosac1.style.it/8942/jovanotti-presenta–domani—2104-09—con–56-artisti-italiani

[2]: http://www.jovazaky.com/2009/03/collisioni-2-maggio-2009-novello/

[3]: http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/biografia.jsp?ed=87&id=0007457

[4]: http://www.fashionblog.it/post/7859/gq-russia-edizione-di-primavera-2009-lo-stile-bizantino

[5]: http://www.radiopapesse.org/w2d3/v3/view/radiopapesse/notizie–1521/index.html?area=7

[6]: http://gaetanolopresti.wordpress.com/2009/05/03/pino-daniele-un-vecchio-bambino-con-mille-domande/

[7]: http://www.miritorninmente.com/articolo/ali-e-radici-eros-ramazzotti/

[8]: http://it.wikipedia.org/wiki/New_Wave_(musica)

[9]: http://www.onlyhiphop.org/news/hiphopkemp09-method-man-ed-altri-nomi-si-aggiungono/

[10]: http://it.wikipedia.org/wiki/Disco_music

[11]: http://it.wikipedia.org/wiki/Musica_house

[12]: http://www.travelblog.it/post/7832/david-holmes-un-assistente-di-volo-rap

[13]: http://www.classifichemusica.com/index.php/2009/05/05/ultime-uscite-minimal-technohouse-05052009/

[14]: http://www.miritorninmente.com/articolo/non-solo-live-l_atteso-ritorno-di-umberto-tozzi/

[15]: http://eventi.blog.105.net/MARCO_CARTA_LIVE___105_27573.shtml

[16]: http://www.soundsblog.it/post/4897/esce-il-dvd-live-dei-foo-fighters-con-jimmy-page-e-john-paul-jones

[17]: http://it.wikipedia.org/wiki/Jimi_Hendrix

[18]: http://www.liberolibro.it/eventi-viaggiatori-di-note/

[19]: http://www.andrewhowe.it/2009/03/u2-sul-tettoche-forza/

[20]: http://cultura.blogosfere.it/2009/04/fantasy-presenta-il-nuovo-libro-di-jose-saramago.html

[21]: http://emmebi.blogspot.com/2009/02/lombelico-del-mondo.html

[22]:http://musicadavenezia.com/2009/03/22/francesco-guccini-%C2%ABlavvelenata-non-lha-canto-piu%C2%BB/

[23]: http://www.buzzandmusic.com/2009/05/cristiano-canta-fabrizio/

[24]: http://www.claudiocaprara.it/post/2235504.html

[25]: http://ilbetta.blogspot.com/2008/11/disco-week-end-samuele-bersani-che-vita.html

[26]: http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Migliacci

[27]:http://blobmusica.myblog.it/archive/2009/03/26/ivano-fossati-la-guerra-dell-acqua-nuovo-singolo-video-e-tes.html

[28]: http://euromusica.wordpress.com/2009/05/04/umbria-jazz-2009-con-i-simply-red-gino-paoli-paolo-conte-e-burt-bacharach/

[29]: https://www.tvdaily.it/lang/it/2009/04/30/dalla-musica-ogni-nota-e-per-labruzzo/

[30]: http://quadernino.wordpress.com/2009/03/08/itaca/





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