L’intervista: Antonio Tosques, il jazz nell’anima

L’intervista: Antonio Tosques, il jazz nell’anima

Antonio Tosques è uno dei più importanti chitarristi italiani di jazz. Si occupa a tutto tondo di jazz, scrive di chitarra jazz sul mensile “Chitarre” e insegna in diversi conservatori.


All’attivo, nel curriculum di Antonio Tosques, si segnalano collaborazioni con i maggiori esponenti del jazz nazionale e internazionale. Il suo primo lavoro discografico da leader ”Synopsis” porta le note di copertina di Paolo Fresu ed è stato recensito dalla famosa rivista americana “Jazzreview” che ha definito Tosques come uno dei nuovi talenti a livello mondiale. La sua ultima fatica discografica, da co-leder insieme a Pietro Iodice, è il CD del Lithium J Quartet dal titolo Psychedelic Light, etichetta Caligola. (www.antoniotosques.com ).

 

Come nasce la passione per la musica ?

foto

Nasce in tenera età. Avevo undici anni e i miei genitori mi regalarono una piccola tastiera. Mi accorsi di avere una naturale attitudine nel riprodurre le melodie delle musiche che ascoltavo. L’anno successivo mio padre mi regalò una chitarra che non ho più abbandonato.

 

Se dovessi dire cos’è la musica per te ?

 

E’ certo un mestiere ma le motivazioni che mi spingono vanno al di là del semplice lavoro perche la musica che io amo e che suono è espressione di me stesso.

 

Perché hai scelto il jazz?

 

Amo il jazz perché mi ha affascinato da subito l’aspetto armonico, dell’improvvisazione e l’aspetto ritmico del jazz.

 

Le influenze stilistiche?

 

Dal punto di vista strumentale mi hanno influenzato Wes Montgomery, Jim Holl, Pat Martino, Tal Farlow, ma la lista sarebbe lunga. Dal punto di vista musicale dell’ascolto ho sempre cercato di ascoltare musicisti che non suonano il mio stesso strumento come Bill Evans,John Coltrane, Weater Report e anche qui la lista potrebbe essere lunga.

 

Ci parli di questo ultimo disco dal titolo Psychedelic Light?

 

Questo disco nasce dalla collaborazione con Pietro Iodice, uno dei più importanti batteristi italiani, e con l’apporto musicale di altri due grandi musicisti che sono Mario Corvini, trombonista, e Jacopo Ferazza, contrabbasista. Dal punto di vista stilistico abbiamo cercato di trovare nuove strade dal punto di vista compositivo e di interplay. Il progetto è stato fortemente voluto da Claudio Donà referente dell’etichetta veneta Caligola Records, famosa etichetta di jazz nazionale.

 

Perché bisognerebbe ascoltare questo disco?

 

Per curiosità e perché ritengo che abbia una sua interseca originalità.

 

(Virginia Zullo)

 

 

 

 

 





COMMENTI
Lascia una risposta

Vedi tutto