Libri, le novità di ottobre

Libri, le novità di ottobre

Ogni stagione è buona per concedersi al piacere della lettura, ma le prime brume d’autunno regalano la condizione ideale. Ecco…


Ogni stagione è buona per concedersi al piacere della lettura, ma le prime brume d’autunno regalano la condizione ideale. Ecco dunque il consueto appuntamento mensile con una selezione delle uscite letterarie più significative proposte dalle principali case editrici nel mese che verrà. Abbiamo, come sempre privilegiato la narrativa ma in rassegna non manca qualche “chicca” di saggistica.  Buona lettura a oltranza…

Parata di grandi nomi in casa Feltrinelli ( www.feltrinellieditore.it ) , dal 12 ottobre troveremo in libreria alcuni autori di spicco della casa editrice.

Antonio Tabucchi torna con Il piccolo naviglio, nuova edizione di un suo libro pubblicato nel 1978 (suo secondo romanzo) sull’ eterna la ricerca di se stessi.

“Ne sarebbero dovuti passare degli anni dall’inizio di questa storia, quando Leonida (o Leonido) stava attraversando a nuoto un torrente gelido, prima che Capitano Sesto si mettesse a percorrere a ritroso tutta la sua rotta.” Scrive l’autore “C’è la Storia con la maiuscola, scriteriata fanciulla che reca festosa lutti e iatture; la storia senza maiuscole del nostro paese, per il quale continuo a nutrire la nostalgia di ciò che avrebbe potuto essere e non è, mischiata a un senso di colpa per una colpa che non mi appartiene; la nostra lingua, che ho cercato di difendere scrivendola. E soprattutto c’è il fenotipo di molti miei personaggi a venire: un personaggio sconfitto ma non rassegnato, ostinato, tenace. Fedele, come ha detto un poeta, “alla parola data all’idea avuta”. L’idea che noi siamo perché ci raccontiamo e che lui potrà esistere soltanto se riuscirà a raccontare la propria storia. Che poi è questo libro”.

Nello stesso giorno ecco Il monte del Cattivo Consiglio, tre racconti di Amos Oz.

Gerusalemme alla vigilia di quel fatidico 1948 che segnò la nascita dello stato ebraico è la vera protagonista di queste tre novelle unite da un sapiente filo conduttore. Oz evoca l’atmosfera tutta particolare che animava la città ebraica in quel periodo attraverso lo sguardo di sé bambino, incarnato in diversi personaggi. Nella prima novella, che dà il titolo al libro, c’è una piccola famiglia gerosolimitana, con un bambino timido, un padre veterinario e una madre enigmatica che alla fine abbandonerà tutti e tutto. Uri, il protagonista della seconda novella, Il signor Levi, si guarda intorno nel suo colorito quartiere popolato di personaggi strani, a volte misteriosi. La guerra d’indipendenza è alle porte. Questo lo sa anche il dottor Emanuel Nussbaum, che in Nostalgia scrive lunghe e struggenti lettere a Mina, una donna che ha molto amato. Lui è malato, sa che vedrà solo una piccola porzione di futuro. Intanto le racconta il presente convulso, trepidante e pure carico di malinconia che Gerusalemme viveva in quei giorni.

Ancora una raccolta di racconti: Dignità! Nove scrittori per Medici senza frontiere. Si tratta di Esmahan Aykol, Eliane Brum, Tishani Doshi, Catherine Dunne, Alicia Giménez-Bartlett, Paolo Giordano, James Levine, Wilfried N’sondé, Mario Vargas Llosa.

Gli scrittori, tra cui anche il premio Nobel della letteratura del 2010 Mario Vargas Llosa, hanno accettato l’ospitalità di Medici Senza Frontiere e sono partiti per visitare alcuni loro progetti di intervento sanitario sparsi nelle zone più martoriate del pianeta. La richiesta fatta loro era poi, una volta tornati a casa, di raccontare liberamente la loro esperienza, testimoniando con la scrittura le loro impressioni, anche quelle più segrete. Hanno conosciuto le vicende e i volti di uomini, donne e bambini in Bangladesh, Bolivia, Burundi, Grecia, India, Malawi, Repubblica democratica del Congo e Sudafrica.

Un romanzo ambientato alla Mostra di Venezia per il ritorno di Gianni Farinetti,  La verità del serpente www.marsilioeditori.it ).

Lido di Venezia, settembre. Una villa affondata in uno smisurato giardino sulla laguna, molti ospiti capitati lì per caso (o forse no) per il festival del cinema o mossi da altri segreti intenti. Nel fitto chiacchiericcio di un’occasione mondana matura un’irrisolta tragedia. Uno sceneggiatore romano (Sebastiano Guarienti, personaggio chiave nei romanzi di Farinetti che qui ritroviamo alle prese con la soluzione dell’enigma) e due anziane sorelle torinesi, un’elegante signora milanese e un eccentrico svizzero con amichetta al seguito, una simpatica ragazza di buona famiglia e una formidabile cuoca – per tacere del subisso di comprimari tra i quali Jean Genet, Pëtr Il’ic Cajkovskij e Giambattista Tiepolo – saranno tutti coinvolti nel più classico dei misteri della camera chiusa dove il palcoscenico dell’azione è l’intera Venezia di fine estate.

Ed ora due proposte da Rizzoli ( rizzoli.rcslibri.corriere.it )

 John Bradshaw, biologo e ricercatore inglese dell’Università di Bristol, pioniere dell’antropozoologia che da venticinque anni studia il comportamento dei cani domestici firma La naturale superiorità del cane sull’uomo.

Bestseller negli Usa, si tratta del primo studio su cosa significa essere un cane. Come si è evoluto, come elabora dati e sensazioni il cervello del nostro “migliore amico”? In un’indagine che mescola storia, attualità, ricerca sul campo, il maggiore specialista europeo svela verità insospettate e sfata miti pericolosi. Per esempio: il cane non è la versione addomesticata del lupo, e non va “dominato”. Non è capace solo di reazioni semplici come piacere, rabbia o paura ma di sentimenti complessi come gelosia, abnegazione, senso di colpa. Sa anticipare i nostri gesti, ha capacità riflessive, notevoli potenzialità cognitive, un linguaggio complesso. Contro tutte le teorie della superiorità umana che producono cani (e padroni) infelici e violenti, Bradshaw propone un cambio di prospettiva: “pensare canino” può fare di noi umani migliori.

Potrebbe essere uno dei casi editoriali dell’anno: La moglie del trafficante scritto da Lelyla, pseudonimo che cela la donna coraggiosa che per i fatti narrati in questo libro è costretta a vivere sotto scorta in una località segreta.

Turchia Italia Turchia. Per sottrarsi al suo destino di abusi e ingiustizie Leyla decide di ricostruirsi una vita, inseguendo, lontano dalla propria terra, un futuro di emancipazione e riscatto. A rigettarla nell’incubo è il miraggio di un amore, per colpa del quale Leyla si ritrova coinvolta nei traffici internazionali di un cartello dell’eroina. Diventa un corriere della droga e la moglie di un boss. Fino a quando, raccolto il coraggio di affrontare nuovamente le proprie paure, decide di denunciare la rete di illeciti nella quale si ritrova invischiata, recitando l’ennesimo ruolo della sua vita.


Intriganti novità anche da Garzanti ( www.garzantilibri.it ), i libri che segnaliamo saranno in libreria dal 6 ottobre.

Un narratore italiano di talento, Massimo Cacciapuoti con Non molto lontano da qui.

Giacomo vuole essere padrone del proprio destino per costruire il suo piccolo angolo di serenità, quello a cui tutti abbiamo diritto. Lui è «il figlio bravo» dei Rossi, quelli che hanno la vineria appena dietro la piazza. Il suo piano è semplice: laurearsi e far felici i genitori. A studiare lo aiuta Cristina, l’amica del cuore fin dalle elementari – ma tra loro niente sesso, per carità, solo un bacetto dimostrativo. All’improvviso, però, arrivano a cambiargli la vita altre promesse di felicità: l’amico Francesco, dj nei locali di tendenza in giro per l’Europa; e poi Alice, che forse è la donna della sua vita… Invece le cose non sono così semplici. Soprattutto per chi appartiene a una generazione a cui tutto sembra insieme così facile e così difficile. Una generazione precaria, che vorrebbe costruire dei legami ma si spaventa di fronte all’amore e all’amicizia. Raccontandosi mentre passa dalla vineria di suo padre – con cui ha da sempre un rapporto difficile – alle discoteche e ai capannoni dei rave, dai bar dove divide il panino con i colleghi ai pub che frequenta con gli amici, Giacomo imparerà a conoscere sé stesso e i propri sentimenti. Per capire davvero che cosa vuol dire essere felici.

Elly Griffiths torna in libreria con La palude delle ossa, nuova avventura del suo fortunato personaggio: l’antropologa forense Ruth Galloway.

È il crepuscolo sulla costa del Norfolk, la marea è ancora bassa e la distesa del mare riflette un cielo azzurro e freddo. La sepoltura che emerge dalle rocce è rimasta per decenni prigioniera dell’acqua. Pallide ossa di un braccio si nascondono fra le sue pietre. La squadra di studiosi ha appena iniziato a scavare e raccogliere i reperti, ma Ruth Galloway lo capisce subito: quelle ossa non sono di una sola persona. In quella fossa si celano i resti di sei corpi. Ma c’è di più. La fossa è molto vicina a Sea’s End House, l’antica dimora della famiglia Hastings. Tutti la conoscono, molti la temono, ma nessuno è davvero al corrente dei misteri che si celano dietro le sue mura. Solo Ruth può sciogliere il dilemma, lei è l’unica in grado di leggere la lingua silenziosa delle ossa. Ma non è facile.

La giovane giornalista, storica, filosofa e filosofa Diane Ducret firma Le donne dei dittatori, saggio che si legge come un romanzo.

Si chiamavano Clara, Nadia, Magda, Felismina, Jang Qing, Elena, Caterina, Mira… Sono state spose, amanti, muse, ammiratrici… Si sono innamorate di un uomo crudele, violento e tirannico, l’hanno convinto che era bello, affascinante, onnipotente. A volte l’hanno dominato, a volte sono state tradite e ingannate. Alcune di loro sono state quasi più feroci del loro uomo. Spesso l’hanno seguito fino alla morte. Hanno tutte contribuito a plasmare le personalità più potenti e terribili del XX secolo. Del resto, uno degli ingredienti fondamentali del successo politico dei grandi dittatori è proprio il fascino esercitato sulle donne, che li inondavano di lettere d’amore. Come aveva capito Adolf Hitler, «l’importante è conquistare le donne, il resto arriva dopo». Diane Ducret ricostruisce gli incontri, le strategie seduttive, gli amori, il peso politico, il destino delle donne che hanno intrecciato le loro vite con quelle di Mussolini, Lenin, Stalin, Salazar, Bokassa, Mao, Ceauşescu, Hitler, fino a entrare nel loro letto. Le donne dei dittatori esplora così i meccanismi più profondi e segreti del rapporto che lega sesso e potere. E, raccontandoci la storia da un’angolatura inedita, ci aiuta a capire l’attualità.

Un salto in casa Mondadori ( www.librimondadori.it ) con due uscite del 4 ottobre

L’editorialista del Corsera Aldo Cazzullo si cimenta con un romanzo noir La mia anima è ovunque tu sia.

È il 25 aprile del 2011 quando il corpo senza vita di Giovanni Moresco viene trovato nel Bosco di Costamagna, vicino Alba. I primi soccorritori parlano di infarto ma non ci vuole molto alla polizia per capire che troppe cose non tornano: è stato omicidio. Chi può aver assassinato uno degli uomini più ricchi della zona, produttore di vini raffinati venduti nelle migliori cantine di Hong Kong e New York? Forse Antonio Tibaldi, il re multimiliardario dell’enologia da tavola? Forse Alberto Rinaldi, vecchio compagno partigiano, che durante la guerra ha diviso con Moresco un amore perduto e mai dimenticato? O forse Alessandro Vergnano, fascista e repubblichino, antico nemico in cerca di vendetta? Tra reticenze e chiacchiere di paese, l’indagine conduce a un mistero che risale agli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale, a un patto segreto concluso all’ombra del leggendario tesoro della Quarta Armata e del fantasma di Virginia, bellissima e coraggiosa ragazza, torturata e uccisa dai fascisti.

Pietro Citati, uno dei più raffinati critici letterari italiani del nostro tempo ne Elogio del pomodoro. Incontri, viaggi e riflessioni sulla storia della nostra civiltà.

Nel corso della sua vita, Pietro Citati ha compiuto un percorso personale e intellettuale straordinariamente ricco: ha incontrato e lavorato con molti dei più grandi intellettuali e scrittori europei, viaggiato a lungo in Italia e in tutto il mondo, vissuto il passaggio dall’epoca moderna a quella cosiddetta postmoderna, scritto articoli e libri che hanno lasciato un segno nella storia della cultura italiana. A volte però, ci svela Citati, è sufficiente un’immagine, come quella del pomodoro di una volta, per cogliere il senso di un’epoca, per comprendere l’evoluzione di una società, per ascoltare come sta cambiando il vivere quotidiano. Ci conduce quindi attraverso la cultura, la religione, i valori e gli stili di vita del nostro Paese e della società occidentale, in un percorso ricco di incontri straordinari, in cui il racconto in prima persona si intreccia con le stagioni della nostra storia e si accompagna a una profonda e acuta riflessione sul senso della civiltà, passata e di oggi.

Un giovane autore argentino nelle proposte di Sellerio ( www.sellerio.it ): Ricardo Romero ne La sindrome di Rasputin. Un libro anticonvenzionale.

Tre individui: tre diversi la cui emarginazione non è dovuta a cause sociali o ideologiche, ma alla curiosa malattia che ha afflitto musicisti e poeti e confuso scienziati, la sindrome di Tourette, che provoca tic motori e verbali e una luminosa sensibilità. Sono amici; hanno passioni complementari; svolgono lavori solitari. Il primo è sospettato ingiustamente di un omicidio e diventa bersaglio di inspiegabili tentativi di ucciderlo. Gli altri due cominciano a indagare sul delitto per scagionarlo. Accorrono sulla scena di violenze e la usano a loro volta. Scovano le tracce di traffici tenebrosi e assassini, incrociano un gigante russo che nutre perverse utopie estetiche, si battono contro coppie di gemelli killer. Incompresi dalla polizia, tormentati da tic compulsivi che imitano pezzi di realtà svelandone la trama invisibile, vagabondano per le calles livide e i sotterranei miserabili di una Buenos Aires che prepara il bicentenario (nel 2010) della indipendenza, tra bombe di nazionalisti, colonne di fumo, palazzi distrutti, e bagnata da una pioggerella inesausta da Blade Runner. La sindrome di Rasputin («Sopravvivere. Alla lunga era questo il più irrefrenabile tic» e il santone degli ultimi zar è eletto a icona della capacità di sopravvivere a diverse morti) non è un giallo convenzionale.





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