Google made in USA: Nexus Q e Nexus 7 nascono in California e non in Cina

Google made in USA: Nexus Q e Nexus 7 nascono in California e non in Cina

Niente appalti cinesi per il colosso del web. Google radica le sue innovazioni tecnologiche in terra americana e in attesa di Nexus 7, il rivale dell’iPad.


Google rimane in USA, precisamente in California, dove produrrà due nuovi rivali Apple, Nexus Q e Nexus 7, senza alcun investimento cinese.
Il colosso americano infatti, a differenza dei competitors, resta in patria, con costi di produzione maggiori, ma senza sfruttare il proprio personale. Una filiera completamente dentro ai confini è una vera perla rara nell’era della globalizzazione, soprattutto in campo tecnologico. Ma Google punta sulla qualità dei prodotti e dei sui dipendenti (per approfondire come Apple & Co. usano la forza lavoro cinese leggete qui).

L’azienda consacrerà questa scelta con due nuovi prodotti sul mercato che potrebbero minare seriamente il dominio del brand creato da Steve Jobs. Il primo sarà Nexus 7, il nuovo tablet costerà 199 dollari (160 euro) e funzionerà grazie a una nuova versione del sistema operativo a sorgente aperta Android. Poi sarà il momento dell’avvento di Nexus Q, un hub multimediale in cloud computing, che gira anch’esso con Android, che permetterà di sincronizzare diversi device (tv, stereo, pc, smartphone ecc…) e riprodurre contenuti multimediali scaricati sia da Google Play che da Youtube.

Si prevede dunque una piccola rivoluzione per l’economia americana, che tornerà a muoversi in un periodo stagnante e che potrebbe trarre grande giovamento dalla scelta di rimanere in patria del colosso della Silicon Valley.
Infatti se il costo del lavoro in America è più alto per le aziende, diminuiscono molto i costi di delocalizzazione dei materiali e degli ingegneri  da un lato, e anche i costi dell’approvvigionamento delle risorse e del lavoro che sono letteralmente scoppiati in Asia negli ultima ani di boom economico. Se tutti i manager di grandi aziende seguissero l’esempio di Google potrebbe verificarsi un’inversione di marcia, con un ritorno di immagine, di qualità e di materie prime per molti brand. Ma è troppo presto per festeggiare.

 





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