Francesca De Andrè,dettagli choc dell’aggressione: “a domani non ci arrivo”

Francesca De Andrè,dettagli choc dell’aggressione: “a domani non ci arrivo”

Francesca De Andrè ritorna a parlare delle violenze fisiche e psicologiche dell’ex compagno Giorgio Tambellini. Sperando che la sua storia possa essere da monito per tutte le donne che stanno vivendo una relazione tossica con uomini violenti.


Circa un mese fa, Francesca De Andrè, nipote del grande Faber, denunciava su Instagram di esser stata vittima di una violenta aggressione. Alcuni malpensanti ipotizzarono una bugia detta per attirare l’attenzione su di sè. Nulla di più sbagliato. Il post era il culmine dell’ultima violenza subita dall’ex compagno, l’imprenditore Giorgio Tambellini di 38 anni. Per spiegare la sua versione dei fatti dopo essersi ripresa fisicamente ma non del tutto psicologicamente, Francesca ha scelto I Fatti vostri. Così seduta al tavolino della Piazza, ha iniziato a raccontare a Salvo Sottile com’è stato possibile arrivare a questa situazione.


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Volevo creare una mia famiglia. Anche perché quella mia di origine non l’ho avuta realmente, ho avuto un’infanzia travagliata. Nella vita sono diventata crocerossina per il mio passato. Ho conosciuto questo uomo tramite amici in comune. Tra noi è nata una relazione che non è cominciata subito con le violenze. Non avrei mai pensato di ritrovarmi in una situazione del genere. Però non voglio far pena, ma mandare un messaggio importante a tutte le ragazze. Ho toccato il fondo tra la vita e la morte.

Francesca De Andrè: “mi picchiava e stavo per perdere i sensi”

I problemi con lui sono iniziati dopo il reality del Grande Fratello. Lui è scoppiato con fasi on e off. Quando c’era la normalità io lo vedevo come buono e con del potenziale, aveva problemi che pensavo di poter risolvere.

C’è stata della violenza forte e della crudeltà. Io mi sono ritrovata in tv a parlare di violenza sulle donne e nel privato vivevo quelle situazioni, ma mi dicevo ‘no la mia situazione è diversa’. Quando i suoi occhi diventavano cattivi erano botte e cominciava senza motivo. La paura mi bloccava e cercavo solo di tenerlo lontano.

Non lo denunciavo, ma minacciavo di farlo. Lo registravo prendendo con tutta la forza che avevo il cellulare sperando che finisse tutto. […] Voleva eliminarmi davvero. Ero piena di lividi e inventavo che erano dovuti a delle cadute. Stavo chiusa in casa quando le ferite erano troppo evidenti.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha spinto Francesca a prendere finalmente coscienza della gravità della situazione, è stata l’ultima aggressione. Le giustificazioni che si dava per non denunciare, sono decadute di fronte a una prognosi di molti giorni. Inoltre, l’intervento di una vicina di casa e dei carabinieri sono stati provvidenziali.

L’ultima volta ho avuto tante contusioni e un trauma cranico importante. I giorni di prognosi erano tanti e quindi la denuncia per Giorgio è arrivata d’ufficio questa volta. Quando ho perso i sensi lui ha chiamato i Carabinieri dicendo che lui era stato aggredito e che io mi ero picchiata da sola. Improvvisamente è rientrato a casa e ha continuato a picchiarmi, subito dopo è arrivata la vicina e lui è scappato. Lei mi ha salvata. Mentre mi picchiava e stavo per perdere i sensi ho pensato ‘io a domani non ci arrivo’. Il suo non era un amore tossico, perché non era proprio amore.