Fedez contro Francesco Facchinetti

Fedez contro Francesco Facchinetti

Il rapper attacca nuovamente il conduttore televisivo attribuendo il suo successo al padre Roby Facchinetti e rivela qualche dettaglio sulla sua difficile adolescenza nella periferia di Milano


Fedez punta ancora il dito contro Francesco Facchinetti attribuendo il successo del noto personaggio televisivo alla fama del padre, lo storico cantante dei Pooh, Roby Facchinetti. Ospite a ‘Le Invasioni Barbariche’ di Daria Bignardi, il rapper ha affermato di avere un pregiudizio nei confronti dei ‘figli di’. Continua dicendo: “Forse perché non lo sono o forse perché la mia carriera è stata ostacolata da loro. Facchinetti perché ha fatto ‘La Canzone del Capitan Uncino’? Perché è il figlio di Facchinetti altrimenti non gli avrebbero mai proposto un contratto discografico. Meglio per lui ma io credo nel merito e lui non lo rappresenta”.

È la seconda volta che Fedez mette nel mirino Francesco.”Se guardo Alessandro Cattelan, vedo talento e perseveranza. Con Francesco Facchinetti vedo solo suo padre” – dichiarava recentemente. La polemica è continuata sui social dove Facchinetti ha risposto: “Guarda Fedez che anche se non parli ogni 10 secondi di me i dischi li vendi lo stesso perché sei bravo e te lo meriti. Comunque, basta parlare di me. Se mi ami, passa alle rose rosse”.

Nel corso del programma Fedez si è anche aperto sul suo passato da emarginato a Buccinasco, quartiere nella periferia di Milano.”Da piccolo ero grasso – ha raccontato – la vivevo male. Non ero un bambino simpaticissimo, non sono mai stato un bambino simpatico. Ero un po’ diverso, nel senso che vivendo nella periferia, lo stereotipo della periferia era quello del truzzo … tutti andavano a giocare a calcio. Non ero bene inserito nella comunità. Avevo pochi amici”.

Alla domanda della Bignardi se la sua emarginazione l’abbia portato a riversarsi su droghe e alcol, il rapper ha risposto: “Ho attraversato tutte quelle fasi. Ho iniziato da adolescente tra i 16 e i 18 anni. Per assurdo non ho iniziato nei centri sociali, dove si pensa che ci si facciano delle gran canne. Nei centri sociali non toccavo una droga e per assurdo sono venuto a contatto con le droghe in luoghi riconosciuti dalla società civile come le discoteche.”

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