Calciatori gay: dopo Marchisio anche Francesco Coco difende gli omosessuali

Calciatori gay: dopo Marchisio anche Francesco Coco difende gli omosessuali

Il mondo del calcio italiano inizia ad esprimersi sulla spinosa questione dei calciatori gay. Dopo le affermazioni di Cassano, ecco cosa ha da dire Francesco Coco.


“Ben vengano gli omosessuali anche in nazionale, potrebbero fare solo del bene, se ci fossero, sarebbero solo una nota lieta”. Sono queste le parole con cui Francesco Coco commenta i recenti eventi omofobi nel mondo del calcio, e per la precisione nella nazionale impegnata agli Europei.
Francesco Coco, dopo Marchisio, si espone in difesa del mondo omosessuale, sia per parlare di gay nel calcio, sia dell’amore tra persone dello stesso sesso. Per molti anni lui stesso è stato additato come uno dei giocatori più ambigui del Campionato, ma Coco molto più di questi aggettivi… E’ un uomo intelligente che ha saputo parlare in maniera equilibrata di un argomento così spinoso su “Chi“.


“Vivevo in un mondo malato e sembravo l’unico uomo sbagliato in Italia. Sostenevano che fossi gay, che amavo i transessuali, mi massacravano ogni giorno, e io non reagivo. Il perché? Mi scusi, ma cosa significa essere gay o non essere gay? Il concetto è già sbagliato in partenza, ci sono uomini, donne, gay, trans. Non bisogna usare toni sbagliati. Io ho amici gay e sono le poche persone con cui riesco a parlare. Sanno ascoltare, hanno un’emotività particolare, una marcia in più e una grande umanità. Credevano che io fossi gay? Bene, non mi interessa nemmeno rispondere a questa domanda. Ho amici gay che mi hanno dato umanamente molto di più rispetto a uomini e donne che ho frequentato. Il caso Cassano? Antonio è un istintivo, non ci credo che non abbia nemmeno un amico gay. In ogni caso ben vengano gli omosessuali anche in nazionale, potrebbero fare solo del bene, se ci fossero, sarebbero solo una nota lieta”.





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