Belèn Rodriguez nella bufera per il suo sponsor

Belèn Rodriguez nella bufera per il suo sponsor

Terminata l’esperienza televisiva a Le Iene e in attesa di riprendere a lavorare in tv, Belèn Rodriguez ritorna al vecchio lavoro di modella e sponsor per parecchi brand di alta moda e non. Peccato che stavolta la scelta di collaborare sia con un marchio dalla storia poco chiara.


Quando ti fai prendere un pò troppo dallo spirito commerciale. Così lo possiamo definire l’ultimo scivolone di Belèn Rodriguez. Nell’ultima settimana l’abbiamo vista ricominciare a vivere momenti familiari con l’ex marito Stefano De Martino, circondata anche dai suoi bimbi, Santiago e la piccola Luna Marì. Ampia la galleria di foto e video postati durante questa vacanza bucolica in provincia di Forlì-Cesena in una splendida villa in affitto con piscina. Grazie a Stefano si è anche scoperto che il costo è stato di appena 3500 Euro per una settimana. Regalata. A parte gli investimenti della coppia, che ringraziamo perchè fanno girare l’economia, è stata una serie di foto della bella argentina a destare più scalpore. Non perchè vi fossero nudità ma per il messaggio indicato.


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Belèn Rodriguez “arrotonda” sponsorizzando un marchio cinese

Tra un bagno in piscina di Luna Marì, la bimba avuta dalla relazione lampo con Antonino Spinalbese, e un acquerello di Santiago, Belèn ha anche messo delle sue foto molto sexy. In particolare si vede mentre indossa un vestito lungo verde dalle spalline sottili con un motivo floreale. Non sono solo pubblicate nelle stories, ma anche nei post con inquadratura da sotto mentre è in piedi sull’altalena e dall’alto mentre cammina così da sottolineare la scollatura. Leggendo la didascalia si capisce come mai abbia dato così ampio spazio a questo particolare capo d’abbigliamento:

AL AIRE LIBRE 💚 @shein_it@sheinofficial #Ad
Insomma è una sponsorizzazione del marchio cinese Shein, uno dei più famosi ed amati per la possibilità di acquistare abbigliamento a prezzi veramente accessibili a tutti. Peccato che lo stesso brand abbia attirato le critiche di molti per i suoi rendiconti poco chiari. O per le condizioni di lavoro dei dipendenti, tra cui si vocifera ci siano anche bambini. A questi si aggiungono i detrattori della fast-fashion ovvero della moda usa&getta che crea un danno sia all’alta moda che all’economia globale.
Insomma per Belèn che ha ben 3 brand personali da mandare avanti, la scelta di un marchio dalla reputazione dubbia, va a danneggiare anche la sua immagine. Ne valeva davvero la pena?