Ballando con le stelle, censura pesante di casa Rai? Sconvolge tutti

Alessandra Napoli
  • Laureata in Comunicazione, Tecnologie e Culture Digitali
  • Esperta di TV e mondo dello spettacolo
23/12/2022

Ballando con le stelle, censura pesante di casa Rai? Sconvolge tutti

Ballando con le stelle ha quasi terminato la sua corsa, con la finalissima di venerdì 23 dicembre. A turbare la serenità del talent è arrivato un episodio che ha spazientito e non poco un autore italiano.

Ballando con le stelle ha quasi terminato la sua corsa per quest’anno con la finalissima che si disputerà questa sera venerdì 23 dicembre.

A turbare la serenità del talent di Rai uno, però, è arrivato un episodio che ha spazientito e non poco un autore italiano.

Ballando con le stelle, censurato un brano in diretta televisiva: parla l’autore

Durante l’ultima puntata di Ballando con le stelle c’è stato un episodio che ha causato molto frastuono. Nell’esibizione di Giampiero Mughini, sulle note di “I Watussi” di Edoardo Vianello, in molti hanno notato un cambiamento non da poco nel testo della conosciutissima canzone.

La censura non è cosa nuova nei programmi Rai e questa volta è toccato a Ballando con le stelle. L’iconica canzone di Edoardo Vianelli, “I Watussi” si è trasformata e gli altissimi “negri” sono diventati gli altissimi “neri”. Politically correct? Per molti è proprio questo il caso.

Il brano “I Watussi” di Edoardo Vianello è uscito nel 1963 ed è entrato nel Guinness dei Primati per essere stata cantata più di 10 mila volte dal vivo. La canzone, certamente, non ha nulla a che fare con il razzismo, ma sembra che alla Rai non interessa. Quando il brano è andato in onda a Ballando con le stelle, il suo testo è stato cambiato notevolmente.

La storia de “I Watussi” è una che vale la pena essere raccontata. Edoardo Vianello pensò al testo in seguito alla visione del film “Le miniere di re Salomone”, incentrato sulla tribù dei Tutsi, diventati poi Watussi. L’autore del testo Carlo Rossi, seguendo l’idea di Vianello associò la parola al ballo che era più in voga al momento in America: l’hully gully.

La canzone è stata un successo mondiale che nulla a che vedere con ideologie di stampo razzista. L’etichetta che produsse il brano, l’Rca, era attentissima ai testi e al loro significato simbolico e mai avrebbe permesso la pubblicazione di un brano con intenzioni disprezzative. Questa, però, è l’epoca della “cancel culture”, la forma moderna di ostracismo e boicottaggio.

A dire la sua ci ha pensato l’ideatore del brano, Edoardo Vianello: “No, mi rendo conto della discriminazione verso le persone alte. Ai tempi “negro” era una parola di uso comune senza connotazioni dispregiative. La si usava anche per definire Martin Luther King. Quindi io ce la lascio e canto ancora la canzone così: è storia“. Caso chiuso per Ballando con le stelle, che in quest’edizione, più che in altre, ha ceduto alla censura.

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