Andrea Camilleri. “Presto in tv il giovane Montalbano”

Andrea Camilleri. “Presto in tv il giovane Montalbano”

E’ in libreria dal primo giugno Il gioco degli specchi, il nuovo romanzo del commissario Montalbano. Una serie che dire…


E’ in libreria dal primo giugno Il gioco degli specchi, il nuovo romanzo del commissario Montalbano. Una serie che dire fortunata è poco: 27 volumi sino a questo momento, inclusi anche i libri di racconti e alcune  raccolte. Il tutto per oltre dieci milioni di copie vendute e traduzioni in decine di lingue.  Tre nuovi libri con le avventure del commissario sono già annunciati, e con tanto di titolo, solo la data non è stata ancora resa nota e in tutto questo non abbiamo ancora considerato il successo televisivo del commissario Montalbano – Zingaretti, l’unica serie tv che anche quando è trasmessa in replica  colleziona ascolti “milionari”. Andrea Camilleri è l’autore di tutto questo, l’unico scrittore italiano noto quanto il suo personaggio, e incontralo vuol dire non poter prescindere dal suo commissario. Di domande al riguardo ne avremmo mille, ci limitiamo a fargliene una soprattutto, nella certezza che tutto il pubblico femminile vorrebbe ragguagli sulla situazione sentimentale dell’aitante, seppur oramai maturo: Salvo Montalbano commissario di P.S a Vigata.

DT – Non le chiediamo come finirà Montalbano, ma ci dica, diventerà sentimentalmente adulto prima o poi?

AC – No. Non è detto che nella vita si diventi sentimentalmente adulti invecchiando, si può rimanere sentimentalmente ragazzini a 90 anni ed è una cosa bellissima

 

DT – Un personaggio come Montalbano, quanto pesa sul quotidiano di Andrea Camilleri?  Riformulando la domanda, davanti a un fatto di cronaca o ad un qualsiasi evento lei pensa mai Montalbano farebbe così o direbbe così…

AC – Mai. Tant’è vero che non rispondo mai a giornali che mi chiedono di rilasciare interviste riguardanti fatti di cronaca nera.

 

DT – Ci saranno nuove puntate del Montalbano televisivo?

AC – Sì, prossimamente. Ci saranno puntate tanto di Montalbano giovane, interpretato dal bravo Michele Riondino, quanto puntate con il canonizzato Zingaretti.

 

DT – Lei è quello che si dice un autore di culto, ma è troppo ironico per prendere sul serio la definizione, che pure è veritiera, insomma come vive il fatto che ad un certo punto della sua vita, in età non più giovanile, sia diventato lo scrittore italiano più popolare, con tanto di fan club e stuoli di ammiratori?

AC – Siccome tutto si è svolto realmente a mia insaputa e al di fuori della mia volontà l’ho preso con molto piacere dato che si è trattato di una libera scelta dei lettori.

 

DT – Lei incarna e racconta la Sicilia migliore, quella che conosce il suo passato ma guarda vanti, che non scende a compromessi, una Sicilia consapevole della sua identità e lontana dagli stereotipi….cosa augura oggi alla sua terra e più in generale dal Sud dell’Italia? E magari all’Italia tutta…

AC – Per ciò che riguarda il sud mi auguro migliori condizioni di vita e lavoro, che mi pare non vi siano nemmeno nel resto dell’Italia.

 

DT – Tornando al discorso dell’identità, che di questi tempi viene sbandierata anche pericolosamente, c’è chi sostiene che al Sud esista una forte consapevolezza dell’essere, a Nord del fare… e infatti proprio al Nord c’è una sorta di ossessione a volere recuperare l’identità “perduta”, ma secondo lei è sufficiente allo scopo insegnare il dialetto nelle scuole? E soprattutto si può andare a lezione di dialetto?

AC – Direi di si all’insegnamento nei dialetti nelle scuole non obbligatoriamente; che sia facoltativo e non diventi una questione politica, soprattutto non sostituiscano la lingua madre; I dialetti sono una linfa che apporta vita all’albero della lingua italiana.  Circa l’identità noi siciliani abbiamo una connotazione identitaria così definita e radicata nel corso dei secoli che non abbiamo alcuna paura di perderla.

 

DT – Come nasce un romanzo?

AC – Un romanzo nasce da suggestioni esterne. Uno scrittore tenta di comporre la propria riflessione in relazione alla realtà esterna.

 

DT – Ad uno dei tanti autori che circolano liberi per le strade, con i cassetti pieni di testi non pubblicati, cosa consiglierebbe? Insistere o desistere?

AC – Consiglio l’ostinazione. Ricordo a tutti che il mio primo romanzo fu rifiutato da tutti gli editori italiani e attese dieci anni prima di vedere la sua pubblicazione.

 

DT – Lei è contento del suo lavoro, ovvero, quando piazza il punto finale ad una storia generalmente è soddisfatto o comincia a scorgerne i difetti?

AC – Quando termino una storia, dopo averla scritta e riscritta infinite volte, sicuramente avrà dei difetti ma io sono impossibilitato a vederli,  così non ne sono né soddisfatto né insoddisfatto. Il romanzo è li.

 

DT – Di cosa tratterà il suo prossimo libro extra-Montalbano?

AC – Il prossimo romanzo uscirà con Sellerio in ottobre e si infila nel filone dei romanzi storici. Si riferisce ad un episodio che sconvolse un intero paese siciliano ed ebbe notevoli ripercussioni anche nel resto del paese. Titolo: La setta degli angeli.

 

DT – In questa Italia è più facile fare ridere o fare piangere?

AC – Più facile far piangere

 

DT – Cosa vorrebbe vedere di cambiato domani, appena alzato dal letto?

–          Tutto .

 

(Virginia Zullo)





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