Altro che storia per bambini, il Mago di Oz cela una feroce critica poltica all’America di fine ‘800

Altro che storia per bambini, il Mago di Oz cela una feroce critica poltica all’America di fine ‘800

Il “Mago di Oz”, storia fantastica che venne proposta sugli schermi cinematografici settantanni fa, arriva da un libro, come spesso…


Il “Mago di Oz”, storia fantastica che venne proposta sugli schermi cinematografici settantanni fa, arriva da un libro, come spesso accade, scritto da Frank Baum, noto giornalista e scrittore americano della fine dell’800. In quella pellicola, nella quale lavorarono decine di attori e comparse, circondata come spesso accade di vere e proprie leggende, un po’ sostenute un po’ sconfessate dagli stessi attori, furono portati in palmo di mano al successo personaggi come Judy Garland, nel ruolo delle dolce “Dorothy”, Berth Lahr nel ruolo del “Leone Codardo”, Jack Haley che impersonò “l’Uomo di latta senza cuore” e lo “Spaventapasseri che voleva un cervello”, al secolo Ray Bolger. Forse però, non tutti sano che, anche in questo caso, di deve vedere al di là della favola. Non che sia confermato al 100% dai fatti, ma negli ultimi anni, molti storici ed esperti del periodo tra la fine del 1800 ed i primi del 1900, vedono a chiare lettere un significato diverso della favola nota, ed un personaggio come Baum, sapiente interprete dell’attualità del suo tempo, potrebbe esserne stato un attento osservatore. In definitiva, si parla della “pericolosa via dell’oro” che viene percorsa da Dorothy e dal suo fido cagnolino Toto, come una metafora capace di chiari riferimenti alla lotta per la liberalizzazione dell’argento ed il movimento Populista. A fine del XIX secolo infatti, gli Stati Uniti si trovarono in “deflazione”, con i prezzi in crollo, con grande rammarico degli agricoltori che persero il loro potere d’acquisto. Contemporaneamente, molti paesi adottarono  il “Gold standard”, ovvero, il fissaggio del valore di una moneta con un contro valore in oro. Fino al 1871 il contro valore e bi metallico, oro ed argento, ed i due erano alla pari. Abandonando il mercato bi – metallico però, si creò una sper domanda di oro al prezzo dell’argento ed un crollo di quest’ultimo, che fece ridurre la moneta reale e di conseguenza i prezzi. Per tentare di cambiare rotta, il presidente Grover Cleveland, repubblicano, nel 1894 bloccò la libera coniazione in argento. Da lì, un paio di elezioni basate sul tentativo di riportare al mercato bi – metallico meramente fallite con l’elezione di William McKinley. Da qui, si può tracciare un profilo reale della storia del “Mago di Oz”, o forse, per meglio dire, del “Mago di Oncia”, in inglese siglata appunto “oz”. Questa, era l’unità di misura per il peso dell’oro. Ora, Dorothy arriva nel mondo con il cane e la sua casa, che schiaccia la Perfida Strega dell’Est, guarda caso, salvando solo le sue scarpe, di argento. A quel punto giunge la Strega Buona del Nord che spiega a Dorothy come tornare a casa: dovrà andare nella città Smeralda ed incontrare il Mago di Oz. Lungo la strada si aggiungono i noti personaggi e compagni di avventura. Ma la città Smeralda è tale solo per gli occhiali che si devono indossare e Dorthy scoprirà che bastava usare saggiamente le scarpette, di argento, per poter tornare a casa. Abbastanza riconoscibile ormai che Baum fosse un po’ di parte, a favore del sistema bi – metallico. Tanti però, sono andati al di là di questo: Toto, il cagnolino, sarebbe l’abbreviazione di “teetotaler”, appellativo dei membri del movimento Proibizionista, favorevoli al bi – metallico. Lo Savantapasseri è la classe agricola e con lei, nelle battaglie reali, c’era la classe operaia, ovvero l’Uomo di Latta. Il leone, bravissimo a ruggire ma poco incisivo, sarebbe stato William Jennings Bryan, candidato dei democratici alle elezioni a Presidente, che giocò la sua campagna sul ritorno del sistema bi – metallico, mentre la Strega dell’Est, manco a dirlo, sarebbe Grover Cleveland, il Presidente che abolì la libera coniazione dell’argento. In più, all’arrivo alla Città Smeralda (Washington D.C,), dove tutti vedono verde per il colore dei biglietti di Dollaro, prima di capire come tornare in Kansas, Dorothy arriva al Regno di Porcellana, dove è costretta a saltare un muro e dove distrugge un po’ tutto quello che trova perchè molto delicato. Considerando che l’imperialismo in estremo oriente era molto forte all’epoca, che Cina e Porcellana in inglese si scrivono “China” e che il muro poteva essere la Grande Muraglia, si chiude lo studio. Baum non dichiarò mai niente che facesse pensare a questa interpretazione. Tantissimi però, la ritengono quanto meno plausibile (Davide Rabaioli).





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