Viva la sposa: Ascanio Celestini e una scioccante farsa che profuma di realtà

Viva la sposa: Ascanio Celestini e una scioccante farsa che profuma di realtà

Dopo il successo critico di La Pecora Nera e di decine di spettacoli teatrali, Ascanio Celestini torna al cinema con Viva la sposa, un ritratto della periferia romana che fotografa lo stato di degrado in cui versa l’umanità


Ascanio Celestini è uno degli artisti italiani più estrosi del panorama teatrale contemporaneo: i suoi monologhi intrigano e lasciano spesso perplessi, i suoi accompagnamenti musicali immalinconiscono, le sue parole irretiscono e allo stesso modo respingono il pubblico.

Il suo cinema è in un certo senso ancora più estremo. Non tutti hanno gradito il suo esordio La pecora nera che in modo personale e onesto forniva uno sguardo inedito e pungente sul disturbo mentale, l’amicizia, il manicomio e il nido famigliare.

Viva la sposa, che vi aspetta al cinema dal 22 ottobre dopo il passaggio alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia, è ancora più spiazzante, duro e sconvolgente. Solo il nome dei produttore – i pluripremiati fratelli Dardenne (L’enfant – Una storia d’amore, Il matrimonio di Lorna, Il ragazzo con la bicicletta) costituisce da sé una garanzia.

Qui la canonica trama cede il passo al racconto anarchico delle giornate di Nicola, un quarantenne alcolizzato che trascorre il tempo a bordo del suo furgone accompagnato dal paffutello Salvatore, figlio di Anna, una prostituta, e forse anche di Nicola. La paternità è un dettaglio neanche troppo importante. Nicola ama inconsapevolmente così come distrattamente si rivolge a tutti i personaggi che svolgono un ruolo più o meno significativo nella sua vita.

Ascanio Celestini e Alba Rohrwacher scena del film Viva la sposa Roma febbraio/marzo 2015
Ascanio Celestini e Alba Rohrwacher
scena del film Viva la sposa
Roma febbraio/marzo 2015

Tra loro Sabatino che per tirare avanti truffa le assicurazioni provocando incidenti, il Concellino (Salvatore Striano) che è leggermente più ambizioso, la dolce Sofia (Alba Rohrwacher) che vuole scappare in Spagna mentre i suoi sogni muoiono a Cinecittà e l’Abruzzese che fa il carrozziere ma anche il parcheggiatore notturno.

Il titolo del film suggerisce invece le varie incursioni di una bellissima turista americana che si aggira per le strade di Roma in abito da sposa e che si manifesta come una visione onirica alla vista dei vari personaggi.

Al racconto del degrado della periferia romana post Pasolini, Celestini, che passeggia sui resti delle macerie del terremoto dell’Aquila, aggiunge la riflessione su un Paese, forse un’intera umanità, allo sbando ma non totalmente priva di speranza.

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Il caos, l’immobilità e la desolazione vengono brutalmente interrotte da un abuso, quello che subì il 14 giugno di sette anni fa un uomo di nome Giuseppe Uva, al quale è ispirato lo stesso personaggio di Nicola.

Alle polemiche e alle battaglia giudiziarie Celestini oppone il racconto dell’uomo che fu, delle violenze che soffrì nella caserma dei Carabinieri di Varese prima di essere ricoverato d’urgenza nel reparto psichiatrico dell’Ospedale di Circolo dove di lì a breve avrebbe perso la vita all’età di soli 43 anni.

Con sensibilità, talento e coraggio l’istrionico cineasta romano inscena così la sua visione intima del “mestiere di vivere”, lasciandoci riflettere sul senso di straniamento dalla realtà che ci ha pervasi mentre sulle note dell’Ave Maria immaginiamo un’alternativa alla morte.

di Rosa Maiuccaro

Il trailer di Viva la sposa

https://www.youtube.com/watch?v=eM73pVaE2Rc https://www.youtube.com/watch?v=





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