“Vincere” di Bellocchio, è il film italiano più premiato del 2009

“Vincere” di Bellocchio, è il film italiano più premiato del 2009

Nell’era contemporanea, i film hanno tre, forse quattro o più esistenze. Una è quella che vivono partecipando ai festival (grandi…


Nell’era contemporanea, i film hanno tre, forse quattro o più esistenze. Una è quella che vivono partecipando ai festival (grandi o piccoli) disseminati nei quattro angoli del Pianeta. Un’altra esistenza – più o meno lunga – è data loro dalla sala cinematografica, luogo per il quale la “pellicola” (stranamente il sinonimo continua ad essere adoperato, nonostante il massiccio uso del digitale) continua ad essere prodotta, almeno nella mente dei cinefili più romantici. C’è poi la vita “domestica”, data al film dalla sua distribuzione in dvd e da ultima ma non per ultima, l’esistenza televisiva, che a sua volta si dipana negli anni con immancabili repliche.

Se dunque si volesse misurare la reale portata del successo di un film andrebbero considerate tutte queste “esistenze” e andrebbe data a ciascuna il suo peso realtivo. Operazione improbabile, anche se è facile affermare che il successo in sala quasi sempre si prolunga nelle successive vite del film, così come una buona critica o un premio ottenuto in un festival “di peso” consentono all’opera di proseguire lungo un cammino più favorevole, anche se ciò non basta a garantire buoni incassi al box office.

Con molta accuratezza, il sito www.cinemaitaliano.info, ogni anno stila una classifica dei film italiani più premiati ai festival tra quelli prodotti nello stesso anno (e alcuni dei quali non ancora usciti in sala). Nel 2009, il primo posto lo conquista “Vincere” di Marco Bellocchio, che uscito a mani vuote da Cannes ha successivamente preso parte a ben 56 festival, ottenendo 19 premi, quattro dei quali al solo International film festival di Chicago. Inaspettatamente, “la Pivellina” di Tizza Covi e Rainer Frimmel conquista un secondo posto (46 partecipazioni e 18 premi), mentre terzo si piazza “Fortapàsc” di Marco Risi. Seguono: “La casa sulle nuvole” di Claudio Giovannesi, “Diverso da chi?” di Umberto Riccioni Carteni; “Gli amici del bar Margherita” di Pupi Avati, “Giulia non esce la sera” di Giuseppe Piccioni; “Lo spazio bianco” di Francesca Comencini“, “Il Compleanno” di Marco Filiberti e decimo “Baaria” di Tornatore che ha preso parte “solo” a 12 festival ottenendo 4 premi.

A cosa serve tutto ciò? A parlare di cinema, semplicemente.





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