La Golino torna alla macchina da presa. Si gira da aprile

La Golino torna alla macchina da presa. Si gira da aprile

Coppia nella vita, e coppia anche sul lavoro. Riccardo Scamarcio come produttore e Valeria Golino come regista. Dopo il debutto…


Coppia nella vita, e coppia anche sul lavoro. Riccardo Scamarcio come produttore e Valeria Golino come regista. Dopo il debutto con il cortometraggio “Armandino e il Madre”, l’attrice napoletana da aprile girerà “Vi perdono”, pellicola drammatica che avrà al centro un tema delicato come quello dell’eutanasia. La sceneggiatura sarà tratta dall’omonimo romanzo di Angela Del Fabbro, pseudonimo dello scrittore triestino Mauro Covacich.

Il film sarà “targato” Buena Onda, la società fondata alcuni anni fa proprio da Scamarcio, Golino e Viola Prestieri, e ha ricevuto un contributo di 200mila euro dal Ministero per i beni e le attività culturali.

La protagonista è una trentaduenne come tante. Abita da sola e ha avuto, di tanto in tanto, delle storie sentimentali rimaste, però, senza esito. Lavora in un ospedale come medico. E da un triennio ha fatto la scelta di aiutare a morire le persone che lo desiderano in quanto malate terminali. Anziani, e non solo, che vogliono accorciare le loro sofferenze che stanno intaccando la loro dignità di esseri umani. Pur operando naturalmente in clandestinità, nell’ambiente è conosciuta e sono sempre di più coloro, colpiti da malattie incurabili, che si affidano a lei. Sia uomini che donne a cui fornisce le istruzioni per passare senza accorgersi dal sonno alla morte. Sono, ovviamente, incontri strazianti in cui l’attesa della fine del dolore coincide, per esempio, con la separazione definitiva tra un marito e una moglie e tra una madre e un figlio. La ragazza sostiene di fare tutto questo in quanto mossa da compassione. Ma le sue convinzioni andranno totalmente in crisi il giorno in cui a richiedere il suo servizio è un settantenne in ottima salute, che ritiene semplicemente di aver vissuto abbastanza. Ne nascerà un dialogo serrato fra la giovane e il pensionato lungo cui la relazione tra i due a poco a poco s’infittirà di sottintesi e di ambiguità affettive. (Marco Fornara)





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