Titanic 3D, i numeri di un successo annunciato

Titanic 3D, i numeri di un successo annunciato

Quando di mezzo c’è quel sub-eccezionale di James Cameron i numeri sono sempre la cosa più significativa. E venerdì 6…


Quando di mezzo c’è quel sub-eccezionale di James Cameron i numeri sono sempre la cosa più significativa. E venerdì 6 aprile, a cento anni dalla tragedia, torna sul grande schermo Titanic, versione in 3D del film dei record  che nel 1997 lanciò le carriere di Leonardo Di Caprio e Kate Winslet.

 

James Cameron lo realizzò con le tecnologie più avanzate e costi altissimi, ma i risultati gli diedero ragione: 11 Oscar vinti e record al botteghino, fu il primo film della storia a superare il miliardo di dollari incassati. Poi Cameron batterà se stesso nel 2010, con Avatar, il film che aprirà definitivamente le porte al 3D, la terza rivoluzione del cinema, ma dal futuro incerto. C’è  chi facendo i conti sui diversi flop collezionati ultimamente da un po’ di titoli vuole il 3D già morto e chi invece, basandosi su altri numeri, quelli dei successi (vedi Hugo Cabret di Scorsese) ritiene che il cinema, ormai, non ne possa più fare a meno.

E’ certo che Titanic 3D sarà un bel banco di prova, non solo per Cameron, che s’appresta a realizzare in contemporanea Avatar 2 e Avatar 3 (uscita prevista per il 2014 e il 2015), ma per il cammino del 3D in generale.

La conversione tridimensionale è stata presentata dal regista canadese come un processo artistico prima ancora che tecnico; per questo ha assicurato di aver controllato personalmente uno ad uno i 200mila fotogrammi del film dopo che una squadra di 300 persone aveva lavorato alla loro conversione. Il tutto per sessanta settimane di lavoro, più tempo di quanto sia servito a girare l’intero film, e un costo di “soli” 18 milioni di dollari. Il che fa pensare che comunque vada Titanic 3D sarà un successo, almeno dal punto di vista commerciale. Nota finale, la conversione dei film in 3D difficilmente trova ampi consensi,  e l’effetto “immersione” a cui si punta risulta spesso annacquato, poco pronunciato a causa dei limiti tecnici. Questa volta, invece, pare che l’effetto sia stato pianamente raggiunto.





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