Tatanka arriva al cinema. “Nostra signora” boxe e il campione salvato dal crimine

Tatanka arriva al cinema. “Nostra signora” boxe e il campione salvato dal crimine

Lo sport come forma di riscatto sociale e la boxe in particolare, il mito, l’arte nobile che salva i ragazzi…


Lo sport come forma di riscatto sociale e la boxe in particolare, il mito, l’arte nobile che salva i ragazzi dalla strada, capace di raddrizzare le devianze minorili ad ogni altitudine, dal Bronx a Marcianise. E’ nelle terre ad alta densità camorristica del casertano che l’affresco tracciato da Roberto Saviano prende forma, è nel regno di Gomorra che un ragazzo a rischio si affranca attraverso i pugni, scantona da un destino che sembra già segnato e sale in cima al mondo.

Le polemiche le mettiamo da parte, anche se la sospensione operata dalla Polizia di Stato a Celemente Russo è strettamente legata al film che Giuseppe Gagliardi (La vera leggenda di Tony Vilar) gli ha dedicato, “Tatanka”  traendolo da un racconto contenuto nel libro di Roberto Saviano La bellezza e l’inferno, Premio Libro Europeo del 2010. Motivo della sospensione è che il peso massimo, medaglia d’argento a Pechino oltre che vincitore d’innumerevoli titoli, non avrebbe indotto a fatto modificare alcuni punti del soggetto come richiesto dai suoi superiori. Inoltre, ha avuto la bella idea di farsi riprendere come mamma l’ha fatto dal settimanale Chi. Insomma, regole violate, argento sospeso.

Ma è del film che vogliamo parlare, in uscita venerdì nelle sale italiane e co-sceneggiato da Massimo Gaudioso, già autore di successi come Gomorra e Benvenuti al Sud.

Nel percorso del protagonista, Miichele Muserino, la stessa storia di Celmente Russo che ne interpreta il ruolo. Anche lui formatosi nella palestra Excelsior di Marcianise. Per il suo modo di combattere, fatto di attacchi a testa bassa, si merita il soprannome di Tatanka, bisonte. Un “animale” volitivo e rabbioso in cammino tra  momenti esaltanti e prove senza regole come i combattimenti illegali dei ring di Berlino. Ma il riscatto arriva, forse inatteso.

Un affresco neorealistico, come scrive il regista cosentino nelle note di regia “Avere un talento al Sud non significa niente. Ci sarà sempre qualcuno pronto a denigrarlo, deriderlo o addirittura infamarlo. Il talento del protagonista è quello di avere un pugno potente. Solo questo. Esiste un posto dove la forza può essere impiegata in modo strumentale. Spesso per fare del male. Nei luoghi dove è ambientato il film, usare bene il proprio pugno significa avere un’alternativa. Le palestre di pugilato in Campania sono l’ultimo baluardo della legalità, delle vere e proprie fortezze che rappresentano la strada privilegiata verso un destino diverso. I maestri sono figure leggendarie, depositari fuori dal tempo di un sapere unico. A loro interessa che i pugili siano uomini, prima che campioni. In questi luoghi dove le porte delle docce sono divelte, le attrezzature arrugginite e i neon intermittenti, dove il sapore della fatica si avverte nell’aria, nasce la vera ispirazione del film. Partendo dallo straordinario affresco di Roberto Saviano, abbiamo costruito una sceneggiatura che riportasse quest’atmosfera. Il film ha un approccio neorealistico. Dalla fotografia alla scenografia, fino ad arrivare allo stile della recitazione, tutto è stato eseguito per ottenere la percezione di un verismo espressivo, accentuato persino dall’utilizzo del dialetto”.

Nel cast, con Clemente Russo: Rade Serbedzija, Giorgio Colangeli, Carmine Recano,  Susanne Wolff, Raiz, Sascha Zacharias, Damir Todorovic, Claudia Ruffo, Lorenzo Scialla, Vincenzo Pane, Luisa Di Natale, Enzo Casertano, Luis Molteni.

 

https://www.youtube.com/watch?v=JBWXDWBMh54





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