Speciale Oscar 2015 – Miglior film: La teoria del tutto, 5 curiosità

Speciale Oscar 2015 – Miglior film: La teoria del tutto, 5 curiosità

La straordinaria storia di Stephen Hawking raccontata da Eddie Redmayne in La teoria del tutto


Una delle scommesse sicure di questi Oscar 2015 è la vittoria come miglior attore protagonista di Eddie Redmayne, attore britannico, passato da I Miserabili, I pilastri della terra a Jupiter dei fratelli Wachowski, e attualmente una delle star, Oscar o non Oscar, più in ascesa del panorama internazionale. Il suo ritratto di Stephen King lascia senza parole, un lavoro di fisico, voce, da annoverare tra le migliori di sempre.
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Trama: Il film racconta la straordinaria ed edificante storia di una delle più grandi menti viventi del mondo, il rinomato astrofisico Stephen Hawking, e di due persone che contro ogni probabilità hanno sfidato gli ostacoli più imponenti con il loro amore.
Leggi qui la recensione

5 curiosità su La teoria del tutto

– Quello sono io –
Appena dopo aver visto il film, Stephen Hawking ha scritto una mail al regista James Marsh per fargli i complimenti e per dirgli che in diversi momenti del film si è riconosciuto pienamente, credendo di vedere davvero se stesso più giovane. Hawking ha permesso di utilizzare la propria voce robotica protetta da copyright, la Medaglia presidenziale della libertà che gli è stata conferita nel 2009 da Barack Obama e i veri testi che utilizzò per preparare la sua teoria, così da rendere il film più credibile.

– Preparazione da Oscar –
Eddie Redmayne ha incontrato Hawking solo una volta prima di girare il film. Nell’incontro di 3 ore, hanno parlato molto poco, e Redmayne ha ricordato che non riusciva a chiedergli cose troppo intime e private. Si è preparato quindi in altro modo, ha perso 7 chili, ha studiato con dei maestri di danza come controllare il proprio corpo, ha parlato con più di 40 pazienti malati di SLA, e infine durante la pause manteneva comunque la posa da scena. Ammette di essere diventato ossessionato, ma un bell’Oscar ripaga di tutto
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– Il tempo dell’Universo –
Lo sceneggiatore Anthony McCarten ci ha messo 10 anni a portare questo film al cinema. Tre soltanto per convincere Jane Hawking a permettergli di fare una trasposizione del film e della loro vita insieme.

– Hawking non c’è –
Stephen Hawking sarebbe dovuto essere presente in persona nella parte finale del film ma a causa del lungo viaggio, ha dovuto rinunciare. Tuttavia la voce che si sente è effettivamente la “sua”. Lo ha fatto perchè il film è dannatamente veritiero.

– VS Cumberbatch –
Rivale di Redmayne per la vittoria dell’Oscar è l’amico e connazionale Benedict Cumberbatch che in The Imitation Game porta su schermo un’altra figura importante della storia inglese del 900, il crittoanalista omosessuale Alan Turing. Dieci anni fa Cumberbatch fu il primo a impersonare su schermo, televisivo, Hawking.





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