Sole, spiaggia, mare e amarezze. L’estate passa sul grande schermo

Sole, spiaggia, mare e amarezze. L’estate passa sul grande schermo

Il filone potrebbe ribattezzare un nuovo genere, quello dei film di stagione, opere d’ambientazione marina per le quali mare, spiaggia…


Il filone potrebbe ribattezzare un nuovo genere, quello dei film di stagione, opere d’ambientazione marina per le quali mare, spiaggia e vacanze diventano solo un pretesto per suggerire altro. Qualcosa che ha a che fare con una piega amara della vita che proprio quando tira aria di festa rimette in circolo i suoi sedimenti . No, il cinecocomero – peraltro quest’anno assente dalle sale –  c’entra poco o nulla ed anche la leggerezza di “Sharm el Sheikh” (in uscita il 17 settembre), commedia di Ugo Fabrizio Giordani, con Enrico Brignano e Giorgio Panariello finisce per attraversare sentieri tragici più o meno sotterranei: “Il film è un omaggio agli italiani che cercano lavoro – dice il regista –  e soprattutto ad Alberto Sordi, interprete di Una vita difficile di Risi, che quest’anno avrebbe 90 anni”.

La bella stagione dunque come momento cruciale dell’esistenza, e campo fertile per le migliori suggestioni cinematografiche tutte da giocare sul contrasto tra la luce abbacinante del solleone e le zone oscure della vita, quella privata o quella di un intero paese, come ne “L’estate di Martino” per la regia di Massimo Natale. Il film (non è ancora stata comunicata la data d’uscita) è ambientato nel 1980, lungo quell’estate di sangue cominciata col 27 giugno della tragedia di Ustica e conclusasi il 2 agosto della strage di Bologna. Su una spiaggia della Puglia nasce e cresce attraverso l’insegnamento del surf il rapporto tra un militare americano e un quindicenne del posto. E’ una storia di formazione e di crescita, come quella dei tre ragazzi che si troveranno a confrontare con se stessi nello spazio limitato di un’isola raccontata da “Amaro Amore”, l’opera prima di Francesco Henderson Pepe le cui riprese sono terminate nelle settimane scorse a Salina.

Tra i film che affidano all’estate un ruolo da protagonista a destare le attese maggiori è però “Tutti al mare”, opera d’esordio di Matteo Cerami (sì, il figlio del grande Vincenzo che ne ha curato la sceneggiatura) con un cast di quelli che si chiamano stellari ed un dichiarato omaggio (non si può chimarlo remake) al film cult del ’77, “Il Casotto” di Sergio Citti scritto da Cerami padre, film interamente ambientato tra le quattro pareti di uno spogliatoio pubblico del lido di Ostia. Nella cabina i vari personaggi si mettevano a nudo, in senso letterale e figurato, sotto l’occhio della cinepresa.

L’Italia di Citti, appena uscita dalla tragedia della fame,
con la sporta piena di cotolette e il cocomero sotto il
braccio, entrava allegramente nell’era del benessere e il

consumismo – scrive Matteo Cerami nelle note di regia –  Oggi, la fame è pressoché sparita, e la tragedia si chiama bulimia. Troppe sono le immagini, i falsi
miti, i feticci, i simulacri, che togliersi la maschera è
diventato impossibile…

E così Cerami ha sostituito il “Casotto” di Citti con un chiosco sulla spiaggia di Castelporziano attraversato nell’arco di un’intera giornata da una variegata umanità figlia di questo tempo. A gestire la piccola attività è Maurizio (Marco Giallini), catalizzatore di tutto quel che capita in quel luogo accarezzato dal mare “Al chioschetto si beve, si mangia, ci si cambia, si fanno due chiacchiere con gli sconosciuti, si ammirano le belle ragazze, si sogna, ci si arrabbia, si fanno i conti con la vita. Oppure niente, si sta lì, in panciolle, a godersela. Si viene per passare una bella giornata. S’affitta uno spogliatoio, si affittano ombrelloni e sdraio, nel prezzo sono compresi anche colazione e pranzo. È un via vai
di gente che si scotta al sole, uomini, donne e strane creature…
Ma ecco che arriva la sera, il chiosco si svuota e si trasforma, come un serpente che cambia pelle. Il chioschetto “Da Maurizio” si tramuta in un ristorante di classe, alla francese. Arrivano clienti di tutt’altra pasta: signori eleganti e dame ingioiellate in limousine. Un pianista rallegra
l’atmosfera parigina che, tra champagne, sole meunière e profiterol, tutto dimentica, tutto
spazza via…

E da “quelli” de “il Casotto”, Cerami figlio non ha solo riportato la scrittura paterna, ma anche due volti: quello di Gigi Proietti e di Ninetto Davoli che allora completavano un cast dove figuravano, tra gli altri, Jodie Foster, Mariangela Melato, Paolo Stoppa, Ugo Tognazzi, Michele Placido. Meno risonante ma di grande qualità il cast di “Tutti al mare”, dove oltre al già citato Marco Giallini figurano tra gli altri: Ilaria Occhini, Anna Bonaiuto, Ambra Angiolini (nelle insolite vesti di una rude omosessuale), Libero De Rienzo, Sergio Fiorentini, Ennio Fantastichini e, in una piccola partecipazione, lo stesso Vincenzo Cerami.
Speravo che mio figlio facesse l’economista – ha spiegato Vincenzo Cerami all’Adnkronosma non c’e’ stato niente da fare. E’ nato in una casa dove si respirava il cinema, ha recitato con Gianni Amelio quando aveva nove mesi. Nel film mi ha obbligato a fare un personaggio e se avessi saputo di doverlo fare io lo avrei scritto diversamente …”.

Tutti al mare, foto dal set






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