Scorsese: la tecnologia digitale per salvare la memoria cinematografica. Anche quella minore

Scorsese: la tecnologia digitale per salvare la memoria cinematografica. Anche quella minore

Il [cinema][1], l’arte che meglio può rappresentare ai posteri il secolo appena andato, eppure i film hanno lo stesso problema…


Il [cinema][1], l’arte che meglio può rappresentare ai posteri il secolo appena andato, eppure i film hanno lo stesso problema delle testimonianze umane più antiche, rischiano di scomparire. Per fare un esempio, solo il 10 per cento della produzione di film muti (almeno per quanto riguarda l’America) è sopravvissuta. E se è vero che sul [restauro][2] delle opere cinematografiche è da tempo che si agisce, è altrettanto vero che gli interventi riguardano per lo più titoli importanti, mentre una grande massa di film “minori”, rischia di venire sepolta definitivamente dai danni del tempo e della dimenticanza.

[Martin Scorsese][3], presidente onorario della sezione Classics del [Festival di Cannes][4], con lo stesso ardore di un avvocato, ha deciso di abbracciare la causa della distribuzione digitale di film restaurati dalla sua [World Cinema Foundation][5]. I [film][6] in questione sono spesso vecchi titoli dal passato oscuro che saranno messi a disposizione del pubblico attraverso [theauteurs.com][7], un sito come una cineteca virtuale che offrirà anche film ad uso gratuito e li distribuirà a musei, scuole, festival e cineclub. Sino ad oggi la gran parte del lavoro della World cinema foundation è stata proiettata proprio al [Festival di Cannes][8]. “Ma per essere apprezzati, questi film devono essere visti”, ha detto Scorsese ieri pomeriggio nel corso di una conferenza stampa, dicendosi al tempo stesso convinto che la consapevolezza del pubblico si può costruire (Fonte: NYT).

La World Cinema Foundation, dicui Scorsese è presidente, è nata nel 2007 su iniziativa di un gruppo di registi tra cui [Stephen Frears][9] e [Guillermo Del Toro][10]. Lo scopo è quello di ripristinare e preservare film dimenticati provenienti da tutto il mondo. Un’operazione da conservatori se si pensa che innumerevoli film del passato sono oramai scomparsi.
Quest’anno a [Cannes][11], la fondazione ha portato film come l’egiziano “Al-Momia”, pellicola del 1969 del regista Shadi Abdel Salam,  “The Wave”, un titolo messicano diretto da Emilio Gómez Muriel e Fred Zinnemann nel 1936 e ancora, “The Red Shoes” (Scarpette rosse), film britannico del 1948 diretto da Michael Powell ed Emeric Pressburger. ( Antonella Durazzo)

[1]: https://www.tvdaily.it/lang/it/2009/05/08/cannes-aspettando-lo-scandalo-von-trier-la-saga-di-coppola-e-qualche-celebrazione-tricolore/

[2]: http://www.americaoggi.info/2009/05/16/12194-festival-di-cannes-martin-scorsese-ospite-difendere-la-memoria-cinematografica

[3]: http://www.cinemamio.it/scorsese-racconta-sinatra-660.html

[4]: https://www.tvdaily.it/lang/it/2009/05/07/yes-we-cannes-tutto-quell-che-ce-da-sapere-sul-festival-secondo-tempo/

[5]: http://worldcinemafoundation.net/

[6]: http://it.movies.yahoo.com/28042009/8/cinema-scorsese-cannes-scarpette-rosse.html

[7]: http://www.theauteurs.com/

[8]: http://www.festival-cannes.fr/en/archives/evenementPresentation/id/10919703/title/evenementOthers/year/2009.html

[9]: http://www.cineblog.it/post/16275/nuovo-trailer-e-qualche-clip-in-arrivo-da-cheri-con-michelle-pfeiffer

[10]: http://www.cineblog.it/post/16642/da-keanu-reeves-a-guillermo-del-toro-e-abel-ferrara-tutti-vogliono-il-dottor-jekyll-e-mister-hyde

[11]: http://www.festival-cannes.fr/en/readResonnances/56512.html





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