Santa Hollywood: dal Noè di Russel Crowe al Mosè di Christian Boyle avanza il filone religioso

Santa Hollywood: dal Noè di Russel Crowe al Mosè di Christian Boyle avanza il filone religioso

Noah è il primo ma non è il solo film a tema religioso che ritroveremo prossimamente sul grande schermo. Che Hollywood abbia riscoperto il filone sacro? E così grandi registi scoprono l’acqua santa: Darren Aronofsky, Ridley Scott, Randall Wallace


Mentre il cast è in tour europeo (l’altro giorno la premiere a Berlino) si avvicina la data di uscita di Noah, il film con il Gladiatore Russell Crowe nei panni ancora più antichi del patriarca Noè, l’uomo scelto dal Padreterno per portare a termine la “missione impossibile” che tutti ricordiamo. Diretto da Darren Aronofsky (The black swan), il film sarà in sala dal 10 aprile. Nel cast star del calibro di Jennifer Connelly, Anthony Hopkins ed Emma Watson.

Censurato da alcuni paesi islamici per avere infranto il tabù delle raffigurazioni sacre (e Noè è un profeta anche per l’Islam), il film, costato oltre i 120 milioni di dollari, ha scatenato polemiche anche negli States, dove a risentirsi sono state alcune confessioni cristiane più conservatrici per le quali esisterebbero discrepanze tra quanto affermato dalla Bibbia e quanto suggerito dal film. Controversie che certo sono destinate a ripetersi, tanto più che Hollywood pare aver riscoperto in grande stile il filone religioso.

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E così, se Russel Crowe è Noè, ecco un altro campione di charme, Christian Boyle, indossare gli abiti di Mosè, nel film di Ridley Scott Exodus. Evitando di raccontare la storia, nota già al primo anno di catechismo, il film, che sarà nelle sale americane il 12 dicembre vede nel cast: Joel Edgerton, Aaron Paul, Ben Kingsley, Sigourney Weaver.

Ma non è tutto, sugli schermi Usa uscirà a metà aprile Heaven is for Real, dal regista di Braveheart Randall Wallace, è un film dalla chiara matrice cristiana tratto dal libro omonimo del pastore Todd Burpo. La pellicola, interpretata da Greg Kinnear e Kelly Reilly, è la storia, avvenuta (pare) di un bambino di quattro anni che sostiene di aver sperimentato il paradiso durante un’operazione d’urgenza. Scopo del film è quello di diffondere l’idea del Paradiso come luogo reale e tangibile, fisico. Amen.

 





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