“River to River”: dall’Arno al Gange. Il Festival del cinema indiano torna a Firenze. Le immagini

“River to River”: dall’Arno al Gange. Il Festival del cinema indiano torna a Firenze. Le immagini

Si pensa al cinema indiano e vengono in mente i suoni e i colori, i toni abbacinanti  delle pellicole di…


Si pensa al cinema indiano e vengono in mente i suoni e i colori, i toni abbacinanti  delle pellicole di Bollywood, i drammi d’amore, i divi dallo sguardo penetrante ed un’intensità dei luoghi che quasi trasmette i profumi del Subcontinente.

La cinematografia indiana, in realtà, è assai più complessa, la sua storia è densa di protagonisti che hanno aperto strade originali, come  Guru Dutt (1925-1964) tanto per fare un esempio, uno dei grandi registi dell’Age d’Or del cinema indiano, scomparso prematuramente (alcolizzato e suicida) a 39 anni. Il suo malinconico genio, trafuso in pellicole pervase da un senso di solitudine e da un grande fascino, sarà una delle cifre della nona edizione del Festival “River to River”, in programma a Firenze dal 4 al 10 dicembre prossimi. Il festival s’inserisce all’interno della “50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze“, la manifestazione coordinata da Mediateca Regionale Toscana Film Commission.

A Guru Dutt, detto l’Orson Welles dell’India, il Florence Indian Film Festival dedica una retrospettiva che propone tre suoi capolavori, visibili su pellicole originali grazie alla collaborazione con il Directorate of Film Festivals di Nuova Delhi: il poliziesco alla francese Aar PaarQuesto o quello (1954), la contrastata storia d’amore di Mr. and Mrs. 55 (1955) e l’autobiografico e struggente Kaagaz ke PhoolFiori di carta (1959). Inoltre, verrà proiettato un documentario sulla sua vita, In Search of Guru Dutt di Nasreen Munni Kabir, in cui viene raccontata la complessa personalità di Dutt.

E se le necessità economiche hanno portato consistenti tagli al budget, il Festival fondato e diretto da Selvaggia Velo anche quest’anno propone un programma ricco di film e di nuove collaborazioni. Quel che non cambia è la sede, l’Odeon, il bellissimo cinema degli anni Venti nel centro storico della città.





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