Recensione Tutto può cambiare – Bastano New York e una chitarra

Recensione Tutto può cambiare – Bastano New York e una chitarra

La recensione di Tutto può cambiare (Begin Again) di John Carney, con Keira Knightley, Adam Levine e Mark Ruffalo, al cinema dal 16 ottobre


Hai davanti un’altro viaggio e una città per cantare, così cantava Ron nel 1980 nell’omonima canzone, e queste parole potrebbero benissimo essere il sottotitolo e la tagline di Tutto può cambiare (Begin Again) di John Carney, in uscita nei cinema italiani dal 16 ottobre prossimo. Greta (Keira Knightley), una ragazza inglese sulla ventina, si ritrova di colpo catapultata in America, a New York. E’ la fidanzata della super star della musica pop Dave Kohl (Adam Levine dei Maroon Five). La loro relazione si arena non appena lui entra nel giro delle grandi case di produzione e incontra un altra donna. Sono esattamente le due anime contrapposte che compongono l’arte della musica, lo ying e lo yang. Lei è di poca apparenza, si vergogna dei riflettori, non ha bisogno di vendere e svendere la sua musica, in cui sono raccolti i suoi sentimenti, le sue esperienze. Potremmo definirla indie, dal look e dallo stile. Lui è l’opposto, carismatico, dall’aspetto cool, capace di rendere un pezzo orecchiabile, ma forse troppo particolare, in una hit dal successo mondiale e istantaneo. Lei scrive, crea, lui canta, rende tutto più concreto. Eppure non sono in contrasto, anzi, uno ha bisogno dell’altra per raggiungere l’obbiettivo. Senza la qualità non si diventa famosi (dovrebbe essere così per lo meno), ma senza l’arroganza e la piacioneria, non ci si distacca dall’anonimato.

La terza metà è rappresentata da Dan Mulligan (Mark Ruffalo), produttore musicale sui generis, passata grande gloria della musica americana underground e scopritore di talenti, oggi un semi barbone con problemi di alcolismo, un’ex moglie e una figlia teen ager in crisi esistenziale anche a causa della mancanza di una figura paterna. Il produttore musicale è il collante tra le due anime, ma qui lo vedremo seguire solo una delle due. Dan e Greta si incontrano per caso una notte in un localino di Brooklyn. Lui è di nuovo ubriaco quando lei sale sul palco e canta, in maniera impacciata, la sua prima canzone in pubblico. Sono passate solo poche ore dalla rottura con Dave e l’unica cosa a cui pensa è quella di lasciare New York e tornare all’università a Bristol. Dan la convince a rimanere, e anche se ammette di essere un produttore fallito, può portarla al successo, fare realizzare un disco. Dan e Greta si incontrano per caso ma -anche in questo caso- sono esattamente la persona di cui hanno bisogno. E a questo punto entra in scena il più bello e grande studio di registrazione al mondo, la città di New York.

Dai mitici tetti con tanto di cisterne per l’acqua, all’Empire State Building, dal laghetto di Central Park con le barchette ai vicoli di Brooklyn, dalla Bethesda Fountain a Times Square, alle stazioni della metro, ogni angolo di New York è perfetto per un video e per un po di musica. Questa l’idea di Dan, registrare tutto dal vivo, senza spendere soldi per uno studio di registrazione, farlo con amici e amanti veri della musica, non professionisti strapagati. Arrivare al cuore della musica vera e quindi al cuore delle persone. Se la musica è davvero buona, farà lei tutto il lavoro alla fine, come dimostra la scena in cui Dan e Greta si siedono un attimo a rifiatare e a guardare la città in movimento davanti ai propri occhi. Grazie alla musica tutto può cambiare.

Un film che è una dichiarazione d’amore alla musica, in tutte le sue forme; il media che più ci fa innamorare, che più ci accompagna ogni giorno, che ci sostiene e ci aiuta a ricominciare (Begin again, il titolo originale è più azzeccato, chiaramente, per il tipo di storia). Dal pop, al country, alla dance da discoteca, tutti i generi sono rappresentati, assaggiati e persino svelati senza vergogna, come i piaceri proibiti che ognuno ha nel proprio cellulare o mp3. Brani inconfessabili ma a cui si è inesorabilmente legati. Una piccola gemma che farà impazzire tutti gli appassionati di buona musica, anche grazie alle prove degli attori.

Trailer Tutto può cambiare

Che Adam Levine fosse un bravo musicista e cantante, lo avevamo intuito, ma che se la cavasse anche bene davanti alla macchina da presa, è una lieta sorpresa. Ma la più bella sorpresa è rappresentata da Keira, usignolo dalla voce incantevole. E’ bella, è brava, adesso sa pure cantare? Preparata come meglio poteva dal marito musicista, James Righton, sforna una prova di grande impatto. Con un look da maschiaccio ma anche dotato di grande signorilità -d’altronde è sempre miss Knightley- è letteralmente un amore a cui non si resiste.

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