Recensione Transformers 4 – L’Era dell’Estinzione – Un altro inutile e chiassoso capitolo

Recensione Transformers 4 – L’Era dell’Estinzione – Un altro inutile e chiassoso capitolo

La recensione in anteprima del nuovo capitolo della saga di Transformers diretto da Michael Bay, al cinema da domani 16 luglio, l’ennesimo film action sconclusionato e sciocco


Esce domani 16 luglio nei cinema italiani Transformers 4 – L’Era dell’Estinzione, nuovo capitolo della saga targata Michael Bay con i robottoni che combattono per la salvezza della terra. Attori protagonisti sono Mark Wahlberg, Jack Reynor, Nicola Peltz, Stanley Tucci, Kelsey Grammer, Sophia Myles e Li Bingbing. L’ennesimo titolo americano fracassone e sconclusionato che nella sua inutile ricerca dello spettacolo, annoia a morte e si rivela per quello che è, un mero prodotto commerciale creato solo per tirar su valanghe di soldi salvo essere dimenticato (per fortuna) dopo pochi minuti dai titoli di coda.

La trama: La storia si svolge 4 anni dopo i fatti dell’ultimo capitolo, Dark of the moon. Il film inizia proprio dopo la grande battaglia che ha lasciato una grande città distrutta, ma che ha salvato mondo. Mentre l’umanità raccoglie i pezzi, un oscuro gruppo compare nel tentativo di controllare la direzione del corso degli eventi. Nel frattempo un’antica e potente nuova minaccia sta per incombere sulla Terra. Un meccanico e sua figlia scoprono per puro caso, Optimus Prime che insieme agli Autobot tornerà a difendere la terra, nell’eterna lotta tra il bene e il male.

In Cina e in America ne vanno pazzi, o meglio, il pubblico medio continua ad andare al cinema a vedere questa sequela di film tutti uguali prodotti dalla grande industria americana. Sembrano sempre fatti con lo stampino, ci sono le stesse meccaniche, le stesse logiche. Le sceneggiature, se così possiamo chiamarle e se esistono davvero, sono quanto di più banale e vuoto esista su questa terra, eppure, per un motivo o per l’altro, continuano a ingannare il pubblico che puntualmente apre copiosamente il portafogli. Eppure il signor Michael Bay è un gradino sopra tutti. I suoi film non sono solo noiosi, monotoni e sciocchi, ma riescono anche nell’impresa non facile di annoiare e confondere lo spettatore nelle “spettacolari” sequenze action.

Non si riesce a prendere il livello narrativo di Transformers 4 sul serio, non si riesce per un singolo momento a immedesimarsi in una storia che presenta buchi di logica ad ogni sequenza. Il livello di profondità dei dialoghi è di 4 spanne sotto quello dei Teletubbies, e accade spesso che persino gli attori si ritrovano a pronunciare certe frasi con marcata difficoltà, increduli davanti allo svolgimento degli eventi. Persino l’obbligo -commerciale- di dover girare diverse scene, troppe, e troppo lunghe, in Cina provoca un senso di fastidio nello spettatore. Ci sono tanti dubbi e perchè?! che rimangono conficcati nella mente dello spettatore, ma possiamo sorvolare se in cambio ci sono delle battaglie tra robot di altissimo pregio.

E ci sarebbero anche -con spadoni, dinosauri!, e robot con la barba– ma sono tutte così confuse, copia e incollate dei film precedenti, noiose e girate male che non ci si riesce a goderne. Insomma, può cambiare il cast, Wahlberg funziona meglio di Labeouf, puoi cambiare la storia, ma i film alla Michael Bay sono tutti uguali e soffrono tutti degli stessi problemi. Quando mai questo regista crescerà, o troverà una dimensione diversa? Pain and Gain, nonostante tutto era stato un grosso passo avanti, ma il ritorno eterno ai suoi amati autobots, lo fa tornare indietro di almeno 3-4 passi. Se gli piacciono tanto i soldi, diventi un produttore, ma non ci ammorbi ancora con un quinto devastante capitolo. Per favore.





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