Recensione The Salvation: il western prova a risorgere in Danimarca

Recensione The Salvation: il western prova a risorgere in Danimarca

Mikkelsen e Eva Green sono due dei motivi che rendono The Salvation un western imperdibile, affascinante e magnetico – Recensione


Nel passato l’esperienza del Dogma 95 con Lars Von Trier, nel presente un western ibrido di nome The Salvation. E’ questo l’identikit di Kristian Levring, il regista danese, ospite del London Film Festival di quest’anno.

Recensione The Salvation – Siamo nell’America del 1871 e un nucleo familiare si ricompone. Il soldato Jon (Mads Mikkelsen) riesce a riabbracciare finalmente l’amata moglie e il figlioletto dopo una separazione forzata di sette anni. La gioia di stare insieme sarà soltanto momentanea perché l’incontro con due bifolchi sulla carrozza che avrebbe dovuto condurli nella nuova casa spezzerà i loro sogni e le loro vite.

Jon proverà a ribellarsi ma non potrà nulla per fermare lo stupro della moglie e l’uccisione di quest’ultima e del loro bambino. La vendetta è il primo dei suoi pensieri ma dopo averla messa in atto dovrà fare i conti con la furia dello sceriffo Delarue (Jeffrey Dean Morgan, noto per il ruolo di Denny, il malato terminale amato dalla bella dottoressa Izzie Stevens nella seconda stagione di Grey’s Anatomy), fratello di uno dei due uccisori.

La salvezza di Jon dipenderà dall’intervento di un partner che non avrebbe mai preso in considerazione. Levring compie un’interessante operazione di genere contaminando le classiche convenzioni del western con una sensibilità tipicamente scandinava rappresentata dai silenzi e la personalità del protagonista. L’omaggio ai laconici antieroi dei film di Sergio Corbucci e Sergio Leone si materializza in Jon, interpretato da quel Mads Mikkelsen che dà il meglio si sé quando viene diretto dai propri connazionali. L’attore danese assume le migliori caratteristiche di John Wayne e Clint Eastwood dando vita ad un nuovo archetipo.

The Salvation
Recensione The Salvation – western

In The Salvation la violenza non sta nelle sparatorie ma è insita nella narrazione stessa. Il senso di perdita e tradimento è percepito sia dentro che fuori il villaggio, dove le ingiustizie sono perpetrate. Il tributo di Levring è quasi adulatorio, una fedele riproduzione del western incentrato sulla vendetta e la sopravvivenza che si avvale un cast in stato di grazia. Il Sud Africa, dove il film è stato girato, assume un ruolo pregnante così come la Spagna di Leone o il New Mexico di John Ford. Continua l’ascesa di Eva Green, qui nei panni di Madelaine, una vedova resa muta dal taglio della lingua che le è stato inflitto. I suoi occhi sono loquaci ed esprimono facilmente la sua rabbia e il suo dolore.

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Recensione The Salvation – western 

Jonathan Pryce è un sindaco perfetto mentre la presenza di Eric Cantona costituisce l’unica nota di colore di un film che si prende forse un po’ troppo sul serio mancando di quell’ironia che ha sempre connotato il genere western. I volti ipnotizzanti degli attori protagonisti compensano la sceneggiatura non troppo brillante di Levring e Anders Thomas Jensen.

Il fatto che la perdita avvenga in un prologo straordinariamente efficace rende il proseguo del film un esercizio di stile lezioso e a tratti ripetitivo. Detto ciò, Mikkelsen e Eva Green sono due dei motivi che rendono The Salvation un western imperdibile, affascinante e magnetico.

The salvation – Trailer

Rosa Maiuccaro





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