La recensione di Sin City – Una donna per cui uccidere

La recensione di Sin City – Una donna per cui uccidere

A quasi dieci anni di distanza dal primo Sin City, la città disegnata dal geniale fumettista Frank Miller ritorna sul grande schermo. Questo nuovo adattamento dell’omonima graphic novel consolida il connubio artistico tra due menti folli come quelle di Robert Rodriguez e Frank Miller.


La vendetta continua ad essere il fil rouge delle trame imbrigliate delle vite degli abitanti di Sin City. Ritroviamo la bella Nancy (Jessica Alba) alle prese con il dolore per la morte dell’amato Hartigan (Bruce Willis). Dal bancone del KadiEs Bar, dove si esibisce come spogliarellista, sogna ogni notte di vendicare il suo uomo con l’aiuto del suo amico e protettore Marv (Mickey Rourke).

L’uomo verso cui indirizza il suo odio è ovviamente il perfido Senatore Roark (Powers Boothe) che avrà più di qualche grattacapo quando a sfidarlo sul tavolo d’azzardo si presenterà il figlio Johnny (Joseph Gordon-Levitt). Dwight (Josh Brolin) rincontra invece dopo tanti anni la femme fatale che gli ha fatto letteralmente perdere la testa: l’ex moglie Ava (Eva Green) che gli chiederà di aiutarla a liberarsi dai soprusi del marito milionario. Sin City – Una donna per cui uccidere, pur non costituendo più la novità del primo e utilizzando lo stesso green screen e il bianco e nero, si avvale di un ottimo 3D e di un’immagine frutto di un lavoro di inestimabile valore. Purtroppo l’incanto visivo e la grande varietà di personaggi perfettamente disegnati nella loro crudeltà, nel loro coraggio e nella loro imperfezione non sono supportati da una struttura narrativa altrettanto valida. I vari episodi sono estremamente sfilacciati tra loro e, talvolta, confusi.

La tridimensionalità potenzia un prodotto che si limita, tuttavia, a rappresentare una bellissima cornice scevra di contenuti e di idee nuove. Se Marv, il personaggio interpretato da Mickey Rourke, perde la brillantezza e il fascino del primo Sin City, Josh Brolin non fa rimpiangere Clive Owen con una performance di grande forza e carisma mentre Joseph Gordon-Levitt con il suo bel visino è una perfetta new entry nella cerchia dei personaggi protagonisti. La bellezza di Jessica Alba non può nulla contro il magnetismo e la straordinaria sensualità di Eva Green, scoperta esattamente undici anni fa dal nostro Bertolucci che la scelse per il ruolo di protagonista del suo The Dreamers – I sognatori.

sin city

Questo dovrebbe essere l’anno fortunato per un’attrice di origini francesi che ha già conquistato critica e spettatori con il suo fascino misterioso e le sue curve mozzafiato. Sin City – Una donna per cui uccidere non sarebbe lo stesso senza la potenza malefica del suo personaggio, la sua enigmatica perversione e un corpo da copertina. La sua immagine è talmente accattivante da perdonare a Miller anche la deplorevole misoginia insita nel personaggio stesso. Peccato che tutto ciò non sia al servizio di una sceneggiatura all’ altezza e di un film sostanzialmente più riuscito.

Sin City – Una donna per cui uccidere è un’intensa esperienza audio-visiva che colma gli occhi dello spettatore ma ne spoglia la mente. Dopo aver replicato il flop al box office negli Stati Uniti (incassando ancora meno del precedente capitolo), Sin City – Una donna per cui uccidere
tenterà di conquistare il pubblico italiano dal 2 ottobre (distribuito da Lucky Red). Ultimo
appunto: è decisamente consigliata una visione in lingua originale per gustare fino in fino le
grandi performance dei meravigliosi attori protagonisti, ai quali il doppiaggio italiano non
rende assolutamente giustizia.

Sin city – Una donna per cui uccidere

Trailer

Rosa Maiuccaro





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto