Recensione Nymphomaniac Volume 2 di Lars Von Trier

Recensione Nymphomaniac Volume 2 di Lars Von Trier

Conclusione del doppio Nymphomaniac film scandalo di Lars Von Trier sulle avventure sessuali della ninfomane Joe interpretata da Charlotte Gainsbourg, ecco la recensione del volume 2 in uscita oggi al cinema


Esce oggi in molti cinema italiani il volume conclusivo di Nymphomaniac, l’ultima folle provocazione di Lars Von Trier, regista danese di alcuni capolavori come Dancer in the Dark e Dogville. Giunge quindi al termine il lungo racconto della ninfomane Joe (Charlotte Gainsbourg) al nuovo amico Seligman, ma ci sono ancora moltissime perversioni sessuali, di natura fisica e violenta, che la donna deve ancora confessare. Una seconda parte divertente ma anche tragica, con un finale non all’altezza delle aspettative. Ecco la recensione di Nymphomaniac volume 2.

Se non sei riuscito a vedere la prima parte, clicca qui per la recensione del volume 1.

Protagonista del secondo volume sarà quindi una Joe più adulta e sessualmente più matura e esperta, e quindi, più annoiata. Ma andiamo con ordine. La prima parte si chiudeva con un grido d’aiuto di Joe, non più capace di provare un orgasmo, del piacere sessuale insieme al suo compagno ormai fisso, Jerome (Shia Labeouf). La coppia all’inizio trova dei modi per ovviare a questo problema, dei giochini, come l’utilizzo di cucchiaini all’interno di un ristorante o creare dei ruoli, come quello della maestrina con la macchina in panne. Ma alla lunga le cose non funzionano.

Joe, ora divenuta madre, ha bisogno di nuovi stimoli, il semplice sesso non le basta più. Una soluzione la trova nell’incomunicabilità. Va a letto quindi con un paio di uomini di colore piuttosto minacciosi, che però non parlano neanche una parola della sua lingua. Il fatto di non poter dire cosa le piace e cosa non e quando poterli fermare, la eccita, ma la situazione si trasforma in una farsa grottesca con i due protagonisti maschili impegnati in una lunga discussione su chi debba andare davanti e chi dietro, senza parlare del fastidio che provano mentre si sfiorano durante l’atto. E Von Trier ci gode in una scena simile, va a inquadrare i particolari più sconci, ride dell’imbarazzo che lo spettatore potrà provare.

Poi Joe sperimenta la violenza, il masochismo. Si affida a K (Jamie Bell) un esperto che soddisfa questi particolari gusti, di molte donne. Deve rispettare delle regole però, non parlare, non discutere, presentarsi all’ora che vuole lui, sempre nel cuore della notte e crearsi da sola il proprio frustino. Questa particolare situazione porterà Joe a stare fuori tutta notte mentre il suo bambino rischia la vita (in una autocitazione a Antichrist geniale). Così Joe perde il bimbo e Jerome che vuole il divorzio per negligenza.

Una volta rimasta sola, la donna si rivolge a dei meeting per trovare una cura alla sua mania, che la sta deteriorando anche fisicamente. E qui inizia una sua nuova deriva violenta, ma stavolta sadista. Questo porta al finale del film, non all’altezza del resto del film. Troppo piatto, troppo prevedibile. Sembra che Von Trier si fosse reso conto di colpo che il film doveva finire e che doveva ritirare i suoi sex toys nel baule. Gli manca quindi il gran finale che tutti avremmo voluto, l’ultimo guizzo.

Recupera con un ultimissima scena, grottesca anzi che no, ma il dispiacere rimane. Nymphomaniac volume 2, o meglio l’intero Nymphomaniac è un film eccessivo, godereccio e simpatico, provocatorio si, ma non nel senso in cui si potrebbe credere. E’ una burla di Von Trier, che porterà all’indignazione molti, ma semplicemente perchè non l’hanno colto a pieno.

Clicca qui per una clip esclusiva.





COMMENTI

    Lascia una risposta


    Vedi tutto