Recensione Noi e la Giulia: il timido rilancio della commedia all’italiana

Recensione Noi e la Giulia: il timido rilancio della commedia all’italiana

Da anni non facciamo che rimpiangere la cara commedia all’italiana guardando con amarezza ciò che i registi di oggi continuano a propinarci senza mai convincerci.


Non è questo il caso di Noi e la Giulia, il bel tentativo di Edoardo Leo (alla sua terza regia) di ridare smalto ad un genere che sembrava ormai perso nei meandri del sentimentalismo e della bonarietà. Avvalendosi della simpatia di Stefano Fresi, Carlo Buccirosso, Anna Foglietta, Claudio Amendola e Luca Argentero, il regista romano fa il salto di qualità in seguito al successo di Buongiorno papà e al bell’esordio con 18 anni dopo passato nelle sale qualche anno fa piuttosto in sordina.

Noi e la Giulia

Prendendo spunto dal libro Giulia 1300 e altri miracoli di Fabio Bartolomei Leo ci catapulta nel mondo di Diego (Argentero), Fausto (Leo) e Claudio (Fresi), tre quarantenni frustrati che dinanzi al fallimento delle loro vite sentimentali e lavorative si rivolgono al cosiddetto piano B che nel loro caso si chiama agriturismo. Non avendo il denaro sufficiente ad acquistare il casale dei loro sogni, i tre pur essendosi appena conosciuti decidono di unire le proprie forze per rilevare la struttura, ristrutturarla e di mettere in piedi un’azienda di successo. In loro aiuto accorreranno Sergio (Amendola), un comunista nostalgico e agguerrito, ed Elisa (Foglietta), una giovane donna incinta, un po’ stralunata ma determinata a diventare la loro cuoca.

Noi e la Giulia 1

I loro sogni di gloria vengono improvvisamente minacciati dall’incursione di alcuni camorristi di zona che pretendono il pagamento del pizzo. Il primo ad arrivare alla tenuta sarà Vito (Buccirosso) alla guida della sua amata Giulia 1300 che dovrà fronteggiare la furia di Sergio che non vuole piegare la testa dinanzi alla prepotenza della malavita e incoraggia il resto della combriccola a reagire con le maniere forti.

Noi e la Giulia 3

Divertente, brioso, malinconico: Noi e la Giulia dà voce al fallimento di più generazioni imputandolo all’assuefazione ai soprusi e alle umiliazioni senza fagocitare ciò che ci tiene o potrebbe tenerci ancora a galla. La creatività, la forza di un sorriso e la solidarietà costituiscono la chiave del possibile riscatto dei protagonisti di Noi e la Giulia. Edoardo Leo conferisce un grande ritmo ad una commedia che dura quasi due ore senza mai annoiare con una regia che vuole omaggiare i grandi del passato a partire da Ettore Scola, il primo grande riferimento. Così come accadeva nei film di Monicelli, Sordi, Risi e tutti i capisaldi della commedia all’italiana tramite un’esperienza tragicomica Noi e la Giulia esorta il pubblico a trarre le proprie conclusione senza necessariamente arruffianarselo o condizionarlo.

Noi e la Giulia 4

Capitanato da un Claudio Amendola in grande spolvero, tutto il cast di Noi e la Giulia si dimostra all’altezza del compito e apporta un contributo essenziale all’appeal di un film che ha i suoi limiti. Nonostante uno splendido finale aperto che fa presagire ad un sequel della nostra storia più che del film stesso, Noi e la Giulia risulta a tratti troppo timido laddove dovrebbe invece perseguire la strada del cinismo e dell’amarezza tipici del genere a cui si ispira. Proseguendo sulla falsa riga di Smetto quando voglio di Sydney Sibilia e de La mossa del pinguino dello stesso Amendola, Edoardo Leo continua a farsi portavoce di una generazione di precari e disillusi fagocitando le debolezze, i rimpianti e l’incapacità di reagire del nostro Paese. Romanticismo nostalgico, atmosfera surreale, battute al vetriolo, brillanti intuizioni e grande gusto musicale: la Giulia 1300 non ha perso il suo fascino e riparte a fatica proprio come la commedia all’italiana.

Noi e la Giulia – Trailer

 

di Rosa Maiuccaro





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