Recensione A Most Wanted Man – La Spia, il canto del cigno di Philip Seymour Hoffman

Recensione A Most Wanted Man – La Spia, il canto del cigno di Philip Seymour Hoffman

La recensione di A Most Wanted Man – La spia


E’ un’atmosfera di disillusione e amarezza quella che pervade l’ultimo film di Anton Corbijn, A Most Wanted Man – La spia, frutto dell’ adattamento dello sceneggiatore australiano Andrew Bovell del romanzo Yssa il buono di John le Carré del 2008.

Si tratta di una spy story ambientata ad Amburgo che prende spunto dall’attacco alle Torri Gemelle per raccontarci l’attuale situazione di sorveglianza dell’intelligence nella nota città tedesca.

Sorprendentemente, il nichilismo che pervade l’opera rende la situazione chiara fin dall’inizio per gli spettatori se non per i protagonisti del film, che sono caratterizzati da uno strano senso di inquietudine. Hoffman interpreta Gunther Bachmann, il capo di un’organizzazione spionistica legata all’antiterrorismo, intrappolato da un sistema spesso sconveniente chiamato burocrazia e da un governo che non gli fornisce né la fiducia né gli strumenti necessari per fare al meglio il proprio lavoro.

La sua sede di lavoro è Amburgo, una città profondamente trasformata da quando è servita come base per i responsabili dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001, che è diventato per l’intelligence internazionale l’equivalente dei Cinque di Cambridge per i britannici all’inizio degli anni Settanta, che diede l’ispirazione a Carrè per l’altro suo romanzo di successo La Talpa (1974), nonché all’omonimo film del 2011 con Gary Oldman.

Recensione a most wanted man - La spia
Recensione a most wanted man – La spia

Nonostante le continue pressioni del governo, Backmann ed il suo team (di cui fanno parte i bravissimi Daniel Bruhl e Nina Hoss) dovranno dimostrare pazienza se vorranno raggiungere l’obiettivo finale: cacciare i jihadisti da Amburgo. Le loro attenzioni sono tutte concentrate su un immigrato clandestino ceceno di nome Issa Karpov (Grigoriy Dobrygin) che non è il solito disperato cercatore di asilo politico perché è supportato dal potente banchiere Thomas Brue (il bravissimo Willem Dafoe). Karpov rappresenta un punto di riferimento irremovibile per Bachmann, convinto che l’uomo possa condurlo ad un anello più importante della catena di comando e agisce con l’appoggio dell’agente della CIA Martha Sullivan (Robin Wright). Karpov fa inoltre amicizia con un’attivista di nome Annabel Richter (Rachel McAdams).

Recensione a most wanted man - La spia
Recensione a most wanted man – La spia

Tuttavia il mistero del film si infittisce a tal punto da scardinare tutte le carte in tavola e pensare che il “the most wanted man” del titolo, ovvero l’uomo più ricercato, possa essere proprio Bachmann. Ecco perché è proprio lui il vero motivo di interesse del film: un uomo estremamente enigmatico, arruffato e malinconico proprio come l’attore che lo interpreta.

Recensione a most wanted man - La spia
Recensione a most wanted man – La spia

E’ come se le sorti di Hoffman avessero cambiato un po’ le sembianze del film stesso. Corbijn non sembra capace di farci entrare nel cuore della pellicola sebbene possa avvalersi di performance solide e un grande valore produttivo.

Recensione a most wanted man - La spia
Recensione a most wanted man – La spia

Tuttavia, tutti i protagonisti e i loro comprimari hanno un ruolo fondamentale nel congegno ideato da Le Carre ed è ammirevole vedere come lo scrittore sia riuscito a creare un tale livello di tensione nonostante la pressoché totale assenza di violenza o azione nel senso tradizionale del termine. Eppure La spia risulta un film particolarmente freddo e distante, molto più di quanto sarebbe stato necessario essere. Se poi non amate le spy story ma il grande cinema c’è solo un unico vero motivo per guardare questo film ovvero ammirare il talento di uno straordinario attore a cui ancora non riusciamo a (e non vogliamo) dire addio a diversi mesi dalla sua prematura e tragica scomparsa. “Nel suo ultimo ruolo da protagonista nei panni di una spia disillusa Philip Seymour Hoffman è un panda intontito ma il potere e l’intelligenza della sua performance sono l’epitaffio perfetto”, scrive Peter Bradshaw sul The Guardian. Noi non possiamo che sottoscrivere le sue parole. Ci perdiamo nel suo universo così come i protagonisti stessi senza trovare pace.

 

Trailer – A Most Wanted Man – La Spia

 

Rosa Maiuccaro





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