Recensione Gigolò Per Caso con Woody Allen

Recensione Gigolò Per Caso con Woody Allen

Recensione del nuovo film di John Turturro con Woody Allen, Sharon Stone, Vanessa Paradis e Sofia Vergara, una commedia sul sesso, la crisi economica e la religione ebraica


Quinta regia per John Turturro, attore, sceneggiatore, produttore, montatore e chi più ne ha più ne metta, artista a 360 gradi per la prima volta alle prese con la commedia, lui che ha un vero talento comico come dimostrano i suoi tanti film con i fratelli Coen. Gigolò per caso è un sogno di tanti che diventa realtà; vedere la coppia tutta Woody Allen John Turturro insieme a farci sganasciare dalle risate. Ci provano in questa commedia tipicamente newyorksese, tipicamente alleniana sotto molti aspetti e con un cast di belle donne come Sharon Stone, Vanessa Paradis e Sofia Vergara tutte clienti da soddisfare per il pappa Allen e il prostituto Turturro. Ci provano ma non ci riescono, ecco la recensione.

La trama di Gigolò per caso. Woody Allen è un libraio disoccupato, con la sua attività chiusa a causa della crisi economica. Un giorno ascolta per caso una conversazione della sua dottoressa (Sharon Stone) che cerca uomini per fare una cosa a tre con una sua amica (Sofia Vergara), così coglie la palla al balzo e propone il suo amico Fioravante (Turturro), il classico uomo ideale di tutte le donne non proprio più giovanissime; idraulico, elettricista, fioraio, un esperto tuttofare insomma, nonché italiano, quindi esperto amatore. Allen organizza gli incontri e Fioravante conclude “l’affare”. Gli affari vanno alla grande fino a quando non arriva una cliente particolare, Avigal (Vanessa Paradis) una donna ebrea, vedova, che attira subito le attenzioni di Dovi (Liev Shreiber) una guardia di quartiere insospettito da questo via vai di donne.

Una bella idea che rimane sulla carta. Gigolò per caso è una commedia mal riuscita. Dal punto di vista del ritmo è quanto di più morto ci sia, ecogramma piatta, e il ritmo è essenziale per un film comico (basti vedere l’ultimo Grand Budapest Hotel di Wes Anderson). Il montaggio è fiacco e perde colpi, lasciando troppo spazio tra una inquadratura o una sequenza e l’altra. I dialoghi sono privi di mordente e sono sempre serviti molto male, mentre le battute semplicemente non ci sono. Persino Woody Allen, che fa sempre Woody Allen si ritrova a disagio e sguarnito di armi al suo arco.

E dire che per molti aspetti è una tipica commedia alleniana, a partire dalle musiche jazz, dagli attori feticcio (Max Casella, Bob Balaban per dirne due), dalla religione, qui argomento principe, fino ai tradimenti amorosi. Manca però la sua verve e la sua genialità. Semplicemente è un film spento. Peccato perchè per il resto è una pellicola che tira fuori argomenti interessanti, come la condizione della donna all’interno della religione ebraica fino all’amore dopo una certa età. Tutto gettato alle ortiche invece.

Occasione sprecata insomma. Gigolò per caso è una commedia moscia e con poco mordente, con una colonna sonora fantastica e un cast extralusso ma incapace di regalare, o meglio strappare, una qualsivoglia risata o un sorriso a mezza bocca. Dispiace, ma lo sconsigliamo vivamente.

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