Recensione Fratelli Unici con Luca Argentero e Raoul Bova

Recensione Fratelli Unici con Luca Argentero e Raoul Bova

Le città italiane sono invase da giorni dalle locandine con le loro belle facce. Sono quelle di Luca Argentero e Raoul Bova, i protagonisti del nuovo film di Alessio Maria Federici Fratelli Unici


Lo ameranno le donne, gli amanti dei buoni sentimenti e chi non è poi tanto curioso di andare oltre. La storia è questa. Pietro (Raoul Bova) è un arrogante uomo di successo, un padre assente che ha un pessimo rapporto con l’ex moglie Giulia (Carolina Crescentini) e il fratello scapestrato Francesco (Luca Argentero). Quando Pietro perderà la memoria in seguito ad un grave incidente, nessuno dei due ne vorrà sapere, in particolar modo Giulia che sta per risposarsi con Gustavo (Sergio Assisi). Pietro verrà infine affidato a Francesco che dovrà occuparsi di rieducarlo passo dopo passo come se si trattasse di un adolescente alle prime armi. Ad aiutarlo ci sarà la sua bella e romantica vicina di casa Sofia (Miriam Leone), irritata dalla superficialità di Francesco che ha tutta un’altra visione del rapporto di coppia. Il giorno che Pietro si innamorerà, il suo percorso di riabilitazione comincerà a prendere una piega del tutto diversa.

Dopo le commedie Lezioni di cioccolato 2 e Stai lontana da me, Alessio Maria Federici torna alla regia con un film trascurabile, fiacco e melenso. Ben poco avrebbe potuto fare il regista romano con una sceneggiatura di partenza mediocre come quella firmata da Luca Miniero e Elena Bucaccio. Di fatto la volgarità spesso non consiste solamente in un linguaggio scurrile e in questo caso sono il cattivo gusto e la banalità a farla trasudare fin dalle primissime inquadrature. Gli schemi del cinema di Miniero si ripetono all’infinito, i caratteri dei personaggi vengono stereotipati a più non posso e dire che la trama è prevedibile è un eufemismo. Fratelli Unici è una commedia buonista, che vorrebbe sottolineare come i legami familiari e l’amore siano indissolubili e come ci sia sempre tempo per recuperare. Una rappresentazione del tutto fittizia, poco fantasiosa che semplifica fin troppo la complessa natura della mente umana.

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Le interpretazioni di Luca Argentero e Raoul Bova sono poco credibili. Il primo soprattutto risulta evidentemente caricato e portatore sano di una ruffianeria senza precedenti, a tratti irritante. La brava Carolina Crescentini è come sempre ingabbiata in un ruolo che non le rende giustizia mentre la giovane Miriam Leone sembra essere forse la più solida di un gruppo di attori troppo attraenti per rendere la storia quantomeno plausibile. L’ultimo neo è Sergio Assisi, chiamato per l’ennesima volta a recitare la parodia del napoletano mammone e tradizionalista. C’è qualche momento divertente nel corso di Fratelli Unici ma l’opera di Federici assomiglia molto più ad uno sceneggiato televisivo che ad un film. Guardando Fratelli Unici non si può non chiedersi in quale esatto momento la brillante commedia all’italiano abbia lasciato il posto alle sue declinazioni più imbarazzanti. Paradossalmente il pregresso intellettivo di Pietro nel film equivale alla fase che sta attraversando il nostro cinema.

Tutto troppo brutto per essere vero. Fratelli Unici è uscito in oltre 400 sale italiane e, a quanto pare, il pubblico femminile non mancherà di far valere il proprio appoggio a due attori protagonisti.

 

 

Rosa Maiuccaro





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