Recensione di Sole a Catinelle, il nuovo film di Checco Zalone

Recensione di Sole a Catinelle, il nuovo film di Checco Zalone

In uscita il 31 ottobre, la pellicola vedere alla regia Gennaro Nunziante e nel cast anche Aurore Erguy, Miriam Dalmazio e il piccolo Robert Dancs


“Se sarai promosso con tutti dieci papà ti regala una vacanza da sogno”.

Ed è proprio questo l’incipit reale da cui parte la nuova storia di – e con – Checco Zalone, papà che promette a suo figlio ciò che non può mantenere. E’ proprio questo lo snodo iniziale dal quale le vicende entrano nel vivo e dentro le quali Checco Zalone ci fa tuffare a capofitto e ci regala sorrisi, battute e risate intelligenti con il suo ultimo e tanto atteso film, Sole a Catinelle.

Venditore di aspirapolveri in crisi, marito negligente agli occhi della moglie cassintegrata (una straordinaria Miriam Dalmazio) e padre che regala cani, giochi, comfort e poi riceve la visita di Equitalia pronta a riscuotere ciò che non può più permettersi: niente paura, Checco Zalone ha fatto una promessa e la sua parola d’ordine è OTTIMISMO.

Così padre e figlio – talvolta distinguere i ruoli è difficile – partono alla volta del Molise, dove Checco Zalone gioca nuovamente la carta della famiglia per tornare a fatturare, ma con scarsi risultati: tutte le zie sono defunte, suo cugino è stato lasciato dalla moglie e vendere aspirapolveri è impossibile.

 

SOLE A CATINELLE Checco Zalone

 

L’incontro con Zoe (l’affascinante Aurore Erguy) però risulta la chiave di volta della storia: Checco Zalone e Nicolò (il bravissimo Robert Dancs) vengono “adottati” da questa giovane mamma, esperta di arte e ricca ereditiera e da quel momento in poi, ecco arrivare la vera vacanza: party, cocktail, equitazione, yacht, serate e Portofino e tanta serenità.

Tra incomprensioni, battute esplosive, intrighi divertenti e un Checco Zalone goffo ma vincente, ci si trova immersi in una realtà patinata e falsa, ma allo stesso tempo con un forte lato umano ed emotivo – quello di Zoe e di suo figlio -: grazie a gaffe e giochi di parole perfettamente calibrati, Checco Zalone – l’attore e non il personaggio del film – forse riesce nell’impresa di migliorarsi ulteriormente sul grande schermo.

Immancabile il lieto fino, così come immancabili sono le canzoni che lo stesso Luca Medici – vero nome di Zalone – firma per la pellicola prodotta da Tao Due per Medusa. Una bella storia in cui alla base c’è il rapporto padre-figlio e in cui, mentre al centro c’è la crisi, il chiaro intento è quello di affrontarla col sorriso e senza mai abbattersi, guardandola negli occhi con la stessa spregiudicatezza che Zalone ci ha insegnato negli anni.

 

Checco Zalone Sole a Catinelle

 

A Checco Zalone è richiesta una sfida con il suo nuovo Sole a Catinelle: quella di bissare l’incredibile successo di Una bella giornata, quella che da tutti viene descritta come un’impresa titanica visti i 43,474,402 euro incassati, con 6,830,428 ticket staccati. Il cinema italiano però, vuole Zalone, brama Zalone, spera in Zalone che questa volta è protagonista di un film per tutta la famiglia, senza un velo di volgarità e con tanti messaggi positivi da lasciare al pubblico pagante.

Una boccata di aria fresca in quello che è considerato un cinema in profonda crisi di idee e guadagni, un cinema che non riesce ad essere impattante, un cinema che vorrebbe di più, ma che non riesce. A Checco Zalone il compito di non far dimenticare la crisi, ma di renderla sopportabile con la sua energia trascinante.

Sole a Catinelle, Trailer

 

https://www.youtube.com/watch?v=aAPT9FBKcf0

 





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