Recensione di SICARIO, la lotta fra criminalità e legalità in un mix d’azione e thriller

Recensione di SICARIO, la lotta fra criminalità e legalità in un mix d’azione e thriller

IL CONFINE FRA IL BENE E IL MALE – Villeneuve interpreta la lotta fra criminalità e legalità miscelando sapientemente azione e thriller


L’eterno e generazionale conflitto fra il bene e il male è un tema ampiamente discusso e dibattuto anche in chiave cinematografica. Tuttavia Sicario ha il pregio di non sfociare nello scontato e nel banale grazie alla prova più che soddisfacente alla regia del canadese Denis Villeneuve, il quale si sofferma nuovamente sulla questione assai delicata del controllo dell’ordine sociale mondiale da parte degli Stati Uniti, una strada semantica già intrapresa con Prisoners del 2013.

La trama è sufficientemente articolata e la scena iniziale rende fin da subito esplicito il canovaccio attorno al quale ruoterà l’intera vicenda. Lo spettatore si trova infatti dinanzi ad uno spettacolo raccapricciante, una moltitudine di cadaveri nascosti all’interno delle mura di un edificio con la testa sigillata in sacchetti di plastica, scovati dall’FBI nell’intento di sgominare e smascherare una banda di narcotrafficanti al confine fra Messico e Stati Uniti. Al fine di scoprire chi sta dietro ad una tale carneficina, entra in scena anche la CIA, che arruola Kate, una vera e propria veterana nel campo dei rapimenti, già membro della squadra che aveva preso parte all’iniziale imboscata rivelatrice. Sicario può così aprire il sipario e rompere gli indugi, trascinando il pubblico e i suoi personaggi in una voragine che li condurrà direttamente nel cuore della criminalità organizzata messicana (e non) e in una battaglia senza regole così globale da coinvolgere tutti i servizi segreti americani.

Il plot della pellicola di Villeneuve si sviluppa attraverso la disumanizzazione di due dei tre protagonisti principali: Matt e Alejandro. Il primo è interpretato dall’attore statunitense Josh Brolin (già noto per film come Non è un Paese per vecchi, Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni e Men in Black 3, nonché con il nuovissimo Everest , anch’esso uscito nelle sale in questi giorni), il quale riesce ad amalgamare con le sue espressioni mimiche cinismo e carisma, nel ruolo di capo squadra della missione ai danni del cartello messicano; mentre il secondo è incarnato dal famoso attore portoricano (naturalizzato spagnolo) Benicio Del Toro (Traffic, Sin City e Noi due sconosciuti, solo per citarne alcuni). Quest’ultimo non è altro che il sicario mercenario colombiano da cui Villeneuve ha tratto ispirazione per il suo titolo. Un killer dal volto segnato e dall’anima fredda e glaciale di chi uccide per denaro e di chi si offre al miglior offerente.

Un discorso a parte lo merita Emily Blunt, qui nei panni di Kate. Conosciamo bene la versatilità e la capacità adattiva dell’attrice di origine britannica, che nel corso degli anni ci ha abituato a performance molto differenti fra loro. Dalla commedia in Wild Target del 2009, passando per il fanta-action di Edge of Tomorrow , fino ad arrivare al musical a tinte fantasy di Into the Woods del 2014. In Sicario invece siamo di fronte ad un personaggio ligio al dovere, fortemente legato alle regole prestabilite dai protocolli della CIA e quindi devoto alla causa. Un autentico vaso di cristallo dal contorno estremamente fragile, ma pronto a sacrificarsi e a rischiare la vita pur di sconfiggere il nemico e liberare l’America dal fardello della criminalità, anche solo per un attimo.

Dovendo fare un’analisi ad ampio respiro, non possiamo non notare delle similitudini nelle varie sequenze sceniche fra il nostro Sicario e film come The Hurt Locker (2008) e Zero Dark Thirty (2012). In questo senso va fatto un plauso al direttore fotografico britannico Roger Deakins per le riprese aeree panoramiche verticali e orizzontali sulla frontiera tra Messico e Stati Uniti.

Insomma, non siamo certo di fronte ad un capolavoro, ma la pellicola di Villeneuve ha un ritmo fluente e le due ore attraverso le quali si dipana il film scorrono piacevolmente, senza disdegnare qualche sconfinamento nel filone drammatico. Chi riuscirà ad avere la meglio fra il Bene e il Male? Riusciranno i nostri eroi a tornare a casa sani e salvi ad abbracciare le proprie famiglie? Guardate il film e non ve ne pentirete!

Voto 7.5

Flavio Frontini





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