Prisoners, intervista a Jake Gyllenhaal

Prisoners, intervista a Jake Gyllenhaal

La star di Hollywood parla del suo ruolo nel film e del suo rapporto con l’altro protagonista Hugh Jackman


Jake Gyllenhaal è ancora molto giovane ma da più di dieci anni il suo nome spicca tra quello dei migliori attori hollywoodiani. La sua ultima prova è Prisoners (clicca qui per leggere trama e notizie sul film) del regista canadese Denis Villeneuve, dove nel ruolo del detective Loki recita accanto a Hugh Jackman. Ecco le impressioni di Gyllenhall sul suo ruolo, in un’intervista rilasciata a GQ.

E’ stato fatto notare a Gyllenhaal come spesso finisca a interpretare il ruolo di un poliziotto, e che prima di Prisoners è stato un agente di polizia in End Of Watch – Tolleranza zero:

“Beh tra i due ruoli ho fatto Enemy sempre diretto da Denis Villeneuve e uno spettacolo teatrale a New York, perciò anche se può sembrare così la realtà è differente. Non penso che abbia nulla a che fare col tipo di lavoro; soprattutto se paragoni i due agenti di End Of Watch e Prisoners: sono così diversi. Questo è un uomo in cerca di una certa verità da altre persone. Credo che stia scappando dalla sua verità, per questo è così affascinato dagli altri. E’ un’idea che io e Denis abbiamo sviluppato perché [nei film di questo tipo] il detective arriva con il suo background, mentre in altri ruoli puoi essere efficace quanto il ruolo che ti sei creato. Ho fatto un mucchio di ricerche per End Of Watch e di certo ho usato parte di quanto imparato, ma qui siamo in un mondo completamente diverso.”

L’intervistatore ha apprezzato il fatto che il detective Loki non abbia sempre ragione e che nel film, a differenza di tanti altri dello stesso genere, i personaggi non siano infallibili.

“Una parte davvero interessante della sceneggiatura è la grande ambiguità in ciò che Keller Dover – il personaggio di hugh Jackman – fa. E poi ad un tratto è lo stesso per il detective. Ma in precedenza non era stata esplorata non solo l’idea di un detective che tentasse di fare ciò che è giusto, ma anche che per chiunque tenti di fare il lavoro di un detective c’è quasi sempre la possibilità di restare affascinati dalla mente del criminale. Perciò per essere dalla parte giusta, è qualcosa che devi conoscere e rispettare, così come credere profondamente nel voler cercare la persona scomparsa e occuparti di chi soffre per questo. Questo è il conflitto che volevo mettere nel personaggio, ed è qualcosa che va oltre il ritratto di un poliziotto di quartiere. End Of Watch parlava di relazioni, di due amici. Invece Prisoners è per me: cos’è la vendetta, e c’è davvero una risposta alla domanda? E soprattutto questa idea, che non ci sia una soluzione senza che l’istituzione (il detective Loki) e l’individuo (Keller Dover) lavorino insieme. Ecco come a volte riusciamo a risolvere i problemi.”

Viene lodata la performance di Hugh Jackman, secondo alcuni l’attore più gentile e affabile di Hollywood.

“Non so se sia il più gentile. Ma è genuinamente una brava persona. Davvero. C’è una grossa differenza – ha la volontà di combattere per ciò in cui crede e non ritengo che il suo modo di essere gentile sia solo una posa. Davvero: è bravo. E’ un grande fratello maggiore – è così che lo vedo – e un ottimo padre. Ha questo aspetto paterno e ha un’energia contagiosa. Non penso che sia sempre necessario essere gentili tutto il tempo. La cosa meravigliosa nel rapporto tra me e Denis è che non dobbiamo sempre essere gentili tra noi, ma ci volgiamo bene. E questa relazione ha portato a risultati interessanti.”

Prisoners è nelle sale italiane dal 7 novembre. Qui sotto potrete vedere il trailer del film. (c.a.)

Prisoners – Trailer Ufficiale Italiano





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