Oscar 2015 Birdman – Que viva Mexico! Hollywood nuova terra di conquista

Oscar 2015 Birdman – Que viva Mexico! Hollywood nuova terra di conquista

Dopo Cuaron con Gravity, quest’anno agli Oscar si è verificato il dominio di un altro messicano, Inarritu con Birdman


Oscar 2015 – Inarritu domina con Birdman. Quella battuta di Sean Penn sulla green card non poteva che essere il commento finale perfetto per questi due anni di Oscar. Si, quella battuta un pelo razzista, detta tra due amici (almeno speriamo, Penn e Inarritu hanno realizzato insieme 21 grammi) da l’idea della situazione al momento in quel di Hollywood, dove “el trio terible”, composto da Cuaron (Gravity), Inarritu appunto e Lubezki (direttore della fotografia di entrambi e al secondo Oscar consecutivo) lascia solo le briciole agli avversari americani o di qualsiasi altra nazione. Dopotutto la statuetta dell’Oscar, è roba loro.

Conquistadores, e poco importa se si riferiva ad un altro continente, ma è proprio questo quello che i messicani -tanto vituperati in America, in quanto sono i principali immigrati clandestini e non*- stanno facendo nella nuova terra di conquista, ormai conquistata e marchiata a fuoco, che risponde al nome di Hollywood. Rivoluzionari -un termine che forse gli si addice ancora meglio-, sperimentalisti, visionari. Un team a cui non manca nulla per poter primeggiare dalla fotografia, alla sceneggiatura (ci sarebbe anche Guillermo Arriaga, e con Inarritu hanno scritto la sceneggiatura di Birdman Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris e Armando Bo), alla regia.

Una vera e propria forza con cui Hollywood deve misurarsi. Ma non solo Messico, scorrendo gli ultimi vincitori del premio miglior regista troviamo la Cina (Ang Lee, 2013, 2006), la Francia (Michel Hazanavicius, 2012), l’Inghilterra (Danny Boyle 2009, Tom Hooper 2011), Nuova Zelanda (Peter Jackson, 2004) e la Polonia (Polanski 2003). Un periodo d’oro per gli “international” come li chiamano loro, che negli anni 90-80 aveva visto trionfare solo l’italiano Bertolucci e il ceco Forman. A Hollywood qualcosa è cambiato.

Chiaramente gran parte di queste vittorie godono di una produzione -e quindi dei quattrini e delle menti- USA, ma chi alla fine alza la statuetta, davanti al mondo sono loro, gli stranieri. Speriamo che questo porti l’agonismo e la competitività americana ad un altro livello, realizzando nuove meravigliose pellicole.

Scopri qui tutti i vincitori dell’edizione 2015 degli Oscar

*Da vedere a riguardo il film Un giorno senza messicani





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