Nymphomaniac La recensione del film porno firmato Lars Von Trier

Nymphomaniac La recensione del film porno firmato Lars Von Trier

Recensione del film scandalo Nymphomaniac il simil porno di Lars Von Trier con Shia Labeouf, Charlotte Gainsbourg, Willem Dafoe censurato per le scene hard di sesso esplicito


Recensione del film ‘Nymph()maniac’14esimo film del regista Lars Von Trier. Ecco il film porno di Lars Von Trier la sua ultima e più grande provocazione, censurata per i suoi contenuti espliciti, penetrazioni, pompini, cunnilingus, e chi più ne ha più ne metta. Ma questo sua ultima creazione è un porno con la trama o un buon film drammatico con alcune scene di sesso spinto? Ecco la nostra opinione in merito.

Protagonista è Jo, una ninfomane fin dalla tenera età di 10 anni. Un giorno viene ritrovata in un sudicio vicolo da un uomo, Seligman, che la porta a casa e la rifocilla. Lei inizia a raccontare la sua storia, dalle prime pulsioni sessuali con l’amica del cuore, ai primi esperimenti, dalla perdita della verginità al sesso selvaggio con innumerevoli compagni, il matrimonio con Jerome (Shia Labeouf) fino ad arrivare agli eccessi, sempre più alla ricerca dell’orgasmo, del piacere, arrivando al masochismo e al sadismo e al sesso saffico.  Il film è suddiviso in 8 capitoli a loro volta divisi in due volumi (la prima è uscita il 3 aprile mentre la seconda uscirà il 24 aprile, distribuito dalla GoodFilms). La recensione in questione parlerà del film nella sua interezza.

Provocatorio, scandaloso, un porno ridicolo, questi alcuni dei commenti più infervorati degli spettatori medi, ma la verità è un’altra. L’ultima fatica di Von Trier è un film molto divertente, provocatorio si ma non stupidamente e che dimostra il grande talento registico di questo pazzo danese. Il rapporto con il sesso della ninfomane Jo (Charlotte Gainsbourg) è trattato con molta irriverenza e alterna scene hard molto esplicite ad alcune assolutamente da sbellicarsi che riguardano visioni mistiche fantozziane, cucchiaini da gelato e membri turgidi di uomini di colore mentre discutono animatamente.

E Lars lo fa apposta, ci gode nel far infuriare il pubblico medio, ci gode nel mettere queste scene, nel riprendere quello che più da fastidio, nell’andare a cercare il particolare più scabroso e ininfluente. Prendere o lasciare, Lars Von Trier è un pazzo geniale che non accetta compromessi o regole. O lo si ama o lo si odia. E a lui cambia poco, anzi, forse cerca di più l’odio che l’approvazione. La vita, il sesso, il dramma, è tutto uno scherzo e se non ci stai, rimani solo offeso e deluso. Viva Von Trier.





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