Nanni Moretti: il nuovo film, i segreti e i dubbi di un papa

Nanni Moretti: il nuovo film, i segreti e i dubbi di un papa

Più segretezza che in un conclave attorno al nuovo film di Nanni Moretti, Habemus Papam, in uscita in primavera. Ma…


Più segretezza che in un conclave attorno al nuovo film di Nanni Moretti, Habemus Papam, in uscita in primavera. Ma quando il regista è all’opera funziona sempre così. Tuttavia proprio come capita nei conclavi capita pure che qualcosa trapeli, nello specifico si tratta di frammenti mandati giovedì sera sullo schermo dell’Auditorium di via della Conciliazione (a pochi metri da San Pietro) per il selezionato pubblico chiamato a celebrare i dieci anni di Rai Cinema che dell’opera è co-produttrice assieme a Fandango e Sacher film.

Sembra un Moretti meno oppresso di quello de Il Caimano (suo ultimo film del 2006) quello che traspare da quelle poche immagini concesse e che fondono diversi momenti dell’opera. Ma il condizonale è d’obbligo.

C’è dapprima una lunga fila di cardinali pronti ad entrare in conclave. Poi nell’enorme, solenne sala  invasa dal colore viola un solo punto bianco: è il papa appena eletto, sembra quasi stordito. E ancora davanti al colonnato di Piazza San Pietro, la folla dei giornalisti armati di taccuini e microfoni, la camera si sposta  verso il comignolo della Cappella Sistina dove tutti attendono di vedere la fumata bianca. E ancora una serie di primi piani di alcuni attori: il regista polacco Jerzy Stuhr (amico di Moretti), Margherita Buy, Franco Graziosi. Delle poche certezze che si hanno è che il film si concentra su un Santo Padre tormentato dai dubbi (Michel Piccoli) e su uno psicoanalista (lo stesso Moretti) che cerca di aiutarlo.
L’incerto prelato che sembra come trascinato sul soglio di Pietro contro la sua volontà, finisce inevitabilmente per richiamare alla memoria un caso storico, quello dell’eremita Celestino V,
eletto nel 1294 ecirca quattro mesi dopo l’incoronazione abdicò.
Le riprese di Habemus Papam sono iniziate nel mese di febbraio tra gli studi di Cinecittà e Palazzo Farnese, il Vaticano ha invece negato il permesso di girare nella Cappella Sistina. Tuttavia i precedenti morettiani con la chiesa sono buoni, la Messa è finita, film del 1985 in cui il regista indossava la tonaca di Don Giulio Moretti, un parroco tormentato dai problemi dei suoi parrocchiani, ebbe buone recensioni in Vaticano.





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