Mostre, le 72 divine degli Oscar sono alla Mole Antonelliana

Mostre, le 72 divine degli Oscar sono alla Mole Antonelliana

Best Actress. Dive da Oscar® – Il Museo Nazionale del Cinema rende omaggio alle 72 attrici vincitrici della prestigiosa statuetta. Torino, Museo Nazionale del Cinema, Mole Antonelliana 3 aprile – 31 agosto 2014, una mostra curata da Stephen Tapert, Nicoletta Pacini, Tamara Sillo


La prima “best actress” della storia degli Oscar fu Janet Gaynor, era il 1929, e l’attrice dalla pelle candida e dagli occhi profondi il cui volto ispirerà Walt Disney per la sua Biancaneve, s’aggiudicò la statuina per l’interpretazione di ben tre film Settimo cielo, L’angelo della strada e Aurora. Era ancora l’epoca del muto, e la Gaynor era la perfetta eroina tragica. L’ultima attrice ad aver preso l’Oscar alla miglior interpretazione femminile (da protagonista) è stata, il mese scorso, Cate Blanchett per il suo ruolo in Blue Jasmine di Woody Allen, ritratto di una donna viziata e tormentata, tragica ma decisamente antieroica. Tra le due una sfilata di 70 nomi che hanno determinato a costruire l’immaginario di questo secolo. Grandi attrici, bellissime, capaci d’imporre la loro personalità: da Vivien Leigh (che l’Oscar lo vince sì per via col vento, ma anche, dodici anni dopo, nel ’52, per Un tram chiamato desiderio), alle signore dei record Katharine Hepburne (4 Oscar) e Meryl Streep (3 Oscar e 18 nomination), a Sophia Loren ed Anna Magnani, tra le pochissime attrici non di lingua inglese ad aver vinto la statuina.

La mostra si configura come un omaggio alla personalità di queste donne e alla loro bellezza ma è allo stesso tempo un tributo alla fabbrica dei sogni, a quella dimensione così immaginifica eppure così familiare che appartiene solo al cinema e che nello splendore della notte degli Oscar trova il suo momento più autocelebrativo. Eppure sono proprio queste donne, di “un altro pianeta” a segnare non solo la storia della settima arte, ma quella del costume, al tempo stesso misura e catalizzatori dei cambiamenti del ruolo della donna nella società americana e occidentale lungo l’intero arco del Novecento.

Eccolo, un red carpet virtuale ad accogliere i visitatori alla cancellata della Mole Antonelliana, accompagnati dalle immagini di una ventina di attrici che percorrono la passerella d’ingresso al Dolby Theatre di Hollywood per la serata di premiazione, tra fotografi e cineoperatori. Nell’Aula del Tempio il vivo della mostra dove uno spettacolare allestimento presenta bozzetti, costumi di scena e abiti da cerimonia, indossati dalle dive durante la Notte degli Oscar. Si può riconoscere l’abito di Valentino indossato nel 2001 da Julia Roberts, il raffinato tailleur realizzato da Armani per Jodie Foster (che arriva direttamente dal guardaroba personale dell’attrice), le stravaganze create nel 1988 da Bob Mackie per Cher. E tornando indietro, l’abito indossato da Louise Rainer nel 1937, poi i costumi di scena indossati da Meryl Streep, Nicole Kidman ed Emma Thompson sui set che le hanno portate al trionfo.

La storia della celebre statuetta si dipana lungo la rampa elicoidale del Museo, a sfilare sono 86 anni di ricordi, volti, manifesti, istantanee, sequenze filmate. E infine, una sezione dedicata alla Notte degli Oscar. Nel periodo della mostra, il Museo del Cinema promuove una serie di eventi di approfondimento. Tutte le informazioni su: www.museocinema.it





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